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	<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 20:56:50 +0000</pubDate>
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		<title>&#8220;CONCORSO INTERNAZIONALE PER MANIFESTI URBANI D&#8217;ARTE 2010&#8243;, bando di selezione per partecipare al concorso internazionale per manifesti artistici urbani ManifestaZOOne, indetto dall’associazione Art.ur in collaborazione con il Comune di Cuneo, scadenza 12 maggio 2010</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 20:56:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Pellegrini</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il manifesto pubblicitario, solitamente strumento di messaggi commerciali, si trasforma in spazio di riflessione artistica e in veicolo d’ informazioni insolite, diffuse nello spazio urbano e quindi liberamente fruibili dalle persone che circolano quotidianamente nelle vie della città.
 
Apre il bando di selezione per partecipare al concorso internazionale per manifesti artistici urbani ManifestaZOOne, indetto dall’associazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="withquote">Il manifesto pubblicitario, solitamente strumento di messaggi commerciali, si trasforma in spazio di riflessione artistica e in veicolo d’ informazioni insolite, diffuse nello spazio urbano e quindi liberamente fruibili dalle persone che circolano quotidianamente nelle vie della città.</p>
<p><img src='http://parkavenue.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/foto-2.thumbnail.jpg' alt='' /><img src='http://parkavenue.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/manifestazoonelogo-jpg.thumbnail.jpg' alt='' /> </p>
<p>Apre il bando di selezione per partecipare al concorso internazionale per manifesti artistici urbani ManifestaZOOne, indetto dall’associazione Art.ur in collaborazione con il Comune di Cuneo. </p>
<p>Il concorso, giunto alla sua quarta edizione, invita artisti e grafici a confrontarsi con un particolare medium della comunicazione pubblica, il tabellone pubblicitario, e a riformularlo in chiave creativa e ironica a partire da un tema di interesse collettivo proposto dagli organizzatori. </p>
<p>Il manifesto pubblicitario, solitamente strumento di messaggi commerciali, si trasforma in spazio di riflessione artistica e in veicolo d’ informazioni insolite, diffuse nello spazio urbano e quindi liberamente fruibili dalle persone che circolano quotidianamente nelle vie della città. </p>
<p>Il tema dell’edizione 2010 è “last minute Hero”, allusione agli idoli contemporanei mediatizzati e presto fagocitati dall’incessante mutamento della moda.   </p>
<p>L’evento è organizzato in partnership con la rassegna internazionale di letteratura Scrittorincittà, alla quale è collegato sia per il tema scelto sia per il periodo di affissione dei manifesti selezionati. </p>
<p>Quanti sono interessati a partecipare al bando sono pregati di inviare il proprio elaborato, atto alla stampa, in formato 6 metri x 3, via posta entro il 12 maggio 2010. </p>
<p>La partecipazione al concorso è gratuita e l’associazione si fa carico delle spese di stampa e di affissione dei progetti vincitori, che saranno presentati in anteprima nei Giardini Fresia di Cuneo dal 1 al 18 luglio 2010 durante la rassegna ZOOart e in più spazi della pubblica affissione della città di Cuneo a novembre 2010, nel periodo della rassegna letteraria internazionale Scrittorincittà.  </p>
<p>ManifestaZOOne è  patrocinato anche in questa edizione dalla Regione Piemonte, della Provincia di Cuneo, dalla Città di Torino, della Fondazione CRC, della Fondazione CRT, da Scrittorincittà, da Contemporary art, dall’Istituto Europeo di Design di Torino, dal Gai e dalla Collezione La Gaia di Busca. </p>
<p>Per maggiori informazioni consultare il sito <a href="http://www.zooart.it">www.zooart.it</a> </p>
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		<title>&#8220;RICCARDO PANGALLO A SIENA PER LO SPETTACOLO Trompe l’oeil par l’oreille&#8221;, Venerdì 26 febbraio, alle ore 17.30 presso la Sala San Pio del Santa Maria della Scala</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 20:12:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Pellegrini</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Inganna l’occhio con l’orecchio è il titolo della rappresentazione, che il famoso comico terrà in occasione dei festeggiamenti dei 700 anni del Costituto Senese. Le manipolazioni cinematografiche del Medioevo sono le parole chiave di questo appuntamento al quale seguirà la proiezione del film Lancillotto e Ginevra di Robert Bresson (1974)
 
Manipolazioni cinematografiche sul Medioevo, sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="withquote">Inganna l’occhio con l’orecchio è il titolo della rappresentazione, che il famoso comico terrà in occasione dei festeggiamenti dei 700 anni del Costituto Senese. Le manipolazioni cinematografiche del Medioevo sono le parole chiave di questo appuntamento al quale seguirà la proiezione del film Lancillotto e Ginevra di Robert Bresson (1974)</p>
<p><img src='http://parkavenue.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/riccardo_pangallo_.thumbnail.jpg' alt='' /> </p>
<p>Manipolazioni cinematografiche sul Medioevo, sono le parole chiave del prossimo appuntamento del festival “La Città del Sì”, in programma per venerdì 26 febbraio alle ore 17.30 presso la Sala San Pio del Santa Maria della Scala (ingresso libero).<br />
Riccardo Pangallo, sarà l’ospite d’onore con una performance dal titolo Trompe l’oeil par l’oreille (inganna l’occhio con l’orecchio), dove per la prima volta l’attore si cimenterà nell’interpretazione del Medioevo, con manipolazioni di sequenze tratte dalle pellicole in programmazione ne “La Città del Sì”, e non solo.<br />
Nello spettacolo, si susseguono sequenze di film adeguatamente manipolate, cioè modificate nel doppiaggio, rimontate e sonorizzate.<br />
Riccardo Pangallo debutta come interprete televisivo in una serie di trasmissioni e di gialli-comici girati con un taglio cinematografico, ma la sua fama inizia dai primi esilaranti doppiaggi che compaiono su Raitre, dove prende di mira sia personaggi del mondo della politica che grandi attori hollywoodiani.<br />
Affinando la sua tecnica, l’attore è riuscito addirittura a conferire significati opposti alle espressioni originarie degli attori, passando anche all’uso del montaggio per piegare le immagini alle proprie esigenze, grazie alle quali le sue storie ottengono credibilità, oltre ad accrescerne l’effetto comico.<br />
Agli occhi degli spettatori si svelerà quindi un meticoloso e approfondito lavoro che procede la scomposizione del linguaggio, ovvero lo smontaggio in singole inquadrature, per poi effettuare un rimontaggio basato sulla decontestualizzazione, creando uno spettacolo divertente dove la cosa immediatamente percepibile è il ridimensionamento del potere delle immagini.<br />
A seguito dello spettacolo, la serata prosegue con la proiezione del film Lancillotto e Ginevra, la pellicola del 1974 del regista Robert Bresson. Con un cast internazionale degno di nota, tra i quali Luc Simon nelle vesti di Lancillotto e Vladimir Antolek-Oresek in Re Artù, il regista firma la sua opera più ambiziosa, che compendia tutto il suo lavoro precedente.<br />
Il weekend dedicato al Costituto Senese continua, sabato 27 febbraio, con le visite guidate nei tesori nascosti delle Contrade di Siena. Questa volta apriranno le porte dei propri oratori e musei: Giraffa, Istrice, Nicchio, Onda, Pantera e Torre. Le visite si terranno dalle ore 10 alle 13 e per informazioni e prenotazioni è possibile contattare i numeri 0577/292614 e 0577/292615 (dal lunedì al venerdì dalle ore 9,30 alle 12,30).<br />
Negli spazi medievali del Santa Maria della Scala, proseguono le mostre dedicate alle bandiere storiche delle Contrade della collezione Stibbert, recentemente restaurate, e ai Carrocci del Corteo storico del Palio, per rivivere le emozioni che hanno accompagnato in questi secoli la città con la sua festa che affonda le sue origini nel medioevo e nelle compagnie militari.<br />
E chi sceglierà di visitare Siena avrà un’opportunità in più: ben 31 ristoranti cittadini si sono infatti uniti per dare vita alla rassegna &#8220;Sì, è gusto&#8221;, un circuito enogastronomico per scoprire i piatti e i prodotti tipici di Siena abbinati alle pietanze di cucina medievale, rigorosamente innaffiati dalle eccellenze enologiche delle Terre di Siena. Spazio anche ai più golosi con la &#8220;Carta dei dolci della Città del Sì&#8221;, dalla quale si potranno assaporare i famosi dolciumi della tradizione senese e di provenienza medievale come panforte, ricciarelli e molti altri ancora.</p>
<p>Per informazioni e per consultare il programma completo del festival &#8220;La Città del Sì&#8221;, è possibile visitare il sito internet <a href="http://lacittadelsi.comune.siena.it">http://lacittadelsi.comune.siena.it</a></p>
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		<title>&#8220;CINEMA INDIPENDENTE A LA SCHEGGIA&#8221;, Milano, da giovedì 25 febbraio a giovedì 29 aprile</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 14:01:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Pellegrini</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Questo nuovo ciclo di nove incontri si propone di approfondire la nozione di indipendenza produttiva, al fine di favorire un proficuo dibattito tra esperti, professionisti, docenti e studenti sulle possibilità di attuare modelli produttivi low budget nel nostro paese, e specificamente a Milano.
 
Quando alla parola cinema viene accostato l&#8217;aggettivo indipendente, si corre spesso il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="withquote">Questo nuovo ciclo di nove incontri si propone di approfondire la nozione di indipendenza produttiva, al fine di favorire un proficuo dibattito tra esperti, professionisti, docenti e studenti sulle possibilità di attuare modelli produttivi low budget nel nostro paese, e specificamente a Milano.</p>
<p><img src='http://parkavenue.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/lacasadallefinestrecheridono.thumbnail.jpg' alt='' /><img src='http://parkavenue.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/pusher.thumbnail.jpg' alt='' /><img src='http://parkavenue.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/velvet-goldmine.thumbnail.jpg' alt='' /> </p>
<p>Quando alla parola cinema viene accostato l&#8217;aggettivo indipendente, si corre spesso il rischio di generare dei fraintendimenti.<br />
Per sgomberare il campo da pregiudizi e luoghi comuni, La Scheggia presenta un sorprendente ciclo di nove incontri, curati da Matteo Bussoli e Claudio Bartolini, dal titolo decisamente esplicito:<br />
Yes, we want to be indipendent! (Si, vogliamo essere indipendenti!)<br />
una sorta di seguito della rassegna So you want to be indipendent (E così vuoi essere indipendente) già presentata alla Scheggia dallo stesso Matteo Bussoli.</p>
<p>Nove giovedì per nove casi emblematici di cinema indipendente, partendo dalla produzione americana, spostandosi in Europa, toccando l&#8217;Italia e fermandosi finalmente a Milano.<br />
La rassegna, tra film, libri, cortometraggi, documentari e incontri, sarà impreziosita dalla presenza di ospiti illustri: Fabio Vittorini, Emanuela Martini, Roberto della Torre, Giuseppe Baresi, Lara Fremder, Paola Piacenza e Marina Spada.</p>
<p>Yes, we want to be indipendent! aprirà i battenti giovedì 25 febbraio alle 21.00 per continuare, tutti i giovedì sempre alle 21.00 (con pausa pasquale), fino al 29 aprile presso La Scheggia, Via Dolomiti 11, Milano (MM Turro).</p>
<p>Tra i film proiettati: Velvet goldmine (Todd Haynes), Pusher (Nicolas Winding Refn), Following (Christopher Nolan), La casa dalle finestre che ridono (Pupi Avati), Le spie uccidono a Beirut (Luciano Martino), Blue Sofa (cortometraggio, recente vincitore del festival di Clermont-Ferrand di Pippo Delbono, Giuseppe Baresi, Lara Fremder), The world of Jerry Cans (documentario di Paola Piacenza) e Come l&#8217;ombra (Marina Spada).</p>
<p>Ingresso 2 € (più tessera).</p>
<p>YES, WE WANT TO BE INDEPENDENT! – il giovedì indipendente della Scheggia!</p>
<p>A cura di Matteo Bussoli e Claudio Bartolini Da giovedì 25 febbraio a giovedì 29 aprile. Prosegue nel 2010 l’appuntamento del giovedì indipendente alla Scheggia! Questo nuovo ciclo di nove incontri si propone di approfondire la nozione di indipendenza<br />
produttiva, al fine di favorire un proficuo dibattito tra esperti, professionisti, docenti e studenti sulle possibilità di attuare modelli produttivi low budget nel nostro paese, e specificamente a Milano.<br />
La rassegna, strutturata in tre sezioni da tre incontri ciascuna, affronta tematiche e generi disparati ma uniti tra loro dallo spirito di indipendenza e di ingegno produttivo.<br />
La prima sezione (MODELLI DI INDIPENDENZA PRODUTTIVA), è fortemente legata alla rassegna So You Want to be Independent? (tenutasi alla Scheggia nell’autunno 2009), di cui rappresenta una sorta di seguito. È previsto un approfondimento sul sistema indipendente statunitense negli anni novanta, per poi prendere in considerazione modelli di produzione a basso costo nel Regno Unito e nell’Europa del nord.<br />
La seconda sezione (L’INDIPENDENZA NEI GENERI E LA NUOVA CRITICA), tutta italiana, prevede la presentazione esclusiva di tre pubblicazioni di recente uscita (rispettivamente sul racconto gotico padano di Pupi Avati, lo spy movie italiano degli anni sessanta, l’animazione italiana neopittorica contemporanea) spostando quindi la riflessione sull’indipendenza all’interno di generi popolari o di nicchia.<br />
La terza sezione (NUOVE FRONTIERE DELL’INDIPENDENZA MILANESE), si concentra sulle attuali realtà dell’indipendenza a Milano. Attraverso l’incontro con autori e registi si cercherà di comprendere e analizzare le radici di casi esemplari di autoproduzione nella Milano di oggi, percorsa da uno spirito indipendente vivo e variegato.<br />
Nel corso delle serate, le proiezioni di film (in molti casi di difficile reperimento) saranno precedute da un momento di approfondimento e dibattito, con ospiti tra cui Fabio Vittorini (Università IULM Milano), Emanuela Martini (vice direttore Torino Film Festival), Roberto Della Torre (Fondazione Cineteca Italiana Milano e Università Cattolica del Sacro Cuore Milano), Lara Fremder (filmmaker e sceneggiatrice), Giuseppe Baresi (direttore della fotografia e filmmaker), Paola Piacenza (giornalista e filmmaker) e Marina Spada (regista milanese di cortometraggi e lungometraggi presentati con successo a diversi festival internazionali).<br />
Tutto nel segno dell’indipendenza creativa ed economica all’interno della cornice intima e accogliente dell’associazione culturale La Scheggia!</p>
<p>PROGRAMMA:</p>
<p>MODELLI DI INDIPENDENZA PRODUTTIVA<br />
25/2/2010:<br />
ore 21.00 - presentazione della rassegna a cura di Matteo Bussoli e Claudio Bartolini. Il<br />
caso della Killer Films di Christine Vachon a cura di Matteo Bussoli, ospite<br />
Fabio Vittorini<br />
ore 21.45 - proiezione del film Velvet Goldmine (1998, Todd Haynes)<br />
4/3/2010:<br />
ore 21.00 - il caso del danese Nicolas Winding Refn al Torino Film Festival 2009.<br />
Ospite Emanuela Martini<br />
ore 21.45 - proiezione del film Pusher (1996, Nicolas Winding Refn)<br />
11/3/2010:<br />
ore 21.00 - from margins to mainstream: il caso di Christopher Nolan a cura di Carlo<br />
Ballauri<br />
ore 21.45 - proiezione del film Following (1998, Christopher Nolan)</p>
<p>L’INDIPENDENZA NEI GENERI E LA NUOVA CRITICA<br />
18/3/2010:<br />
ore 21.00 - presentazione del libro Il Gotico Padano. Dialogo con Pupi Avati (ed. Le<br />
Mani) di Claudio Bartolini e Ruggero Adamovit, a cura degli autori<br />
Ore 21.45 - proiezione del film La casa dalle finestre che ridono (1976, Pupi Avati)<br />
25/3/2010:<br />
ore 21.00 - presentazione del libro Poesia Bianca – il cinema di Simone Massi (ed.<br />
Quaderni Fondazione Cineteca Italiana), di Roberto Della Torre, a cura dell’autore<br />
Ore 21.45 - proiezione di una selezione di corti dell’animatore Simone Massi<br />
8/4/2010:<br />
ore 21.00 - presentazione del libro Segretissimi. Guida agli spy-movie italiani anni &#8216;60<br />
(ed. Bloodbuster) di Daniele Magni, a cura dell’autore<br />
ore 21.45 - proiezione del film Le spie uccidono a Beirut (1965, Luciano Martino)</p>
<p>SEZIONE 3: NUOVE FRONTIERE DELL’INDIPENDENZA MILANESE<br />
15/4/2010:<br />
ore 21.00 - l’indipendenza a Milano oggi. Ospiti Lara Fremder e Giuseppe Baresi<br />
ore 22.00 - proiezione dei cortometraggi Blue Sofa (2009, Lara Fremder, Pippo Delbono,<br />
Giuseppe Baresi) e La febbre (1994, Giuseppe Baresi, Giuseppe Cederna)<br />
22/4/2010:<br />
ore 21.00 - il documentario indipendente che da Milano guarda il mondo. Ospite<br />
Paola Piacenza<br />
ore 22.00 - proiezione del documentario The Land of Jerry Cans (2009, Paola Piacenza)<br />
29/4/2010:<br />
ore 21.30 - indipendenti e digitali. Il modello di Marina Spada. Ospite Marina Spada<br />
ore 22.30 - proiezione del film Come l’ombra (2006, Marina Spada)</p>
<p>GLI OSPITI:</p>
<p>Fabio Vittorini - Professore associato di Letterature comparate e Linguaggi musicali per i media audiovisivi presso l&#8217;Università IULM di Milano, dove è anche coordinatore della laurea magistrale di Televisione, cinema e new media. Collabora stabilmente con le riviste di cinema «Duellanti» e «Nick Movie» e con il quotidiano «Il Manifesto», sulle cui pagine si occupa di musica classica e di opera. Tra le sue principali pubblicazioni: La soglia dell’invisibile. Percorsi del Macbeth: Shakespeare, Verdi, Welles (Carocci, 2005), Il sogno all’opera. Racconti onirici e testi melodrammatici (Sellerio, 2010).</p>
<p>Emanuela Martini - Una delle voci più autorevoli nel campo della critica cinematografica italiana. Il cinema britannico è il suo territorio prediletto e ad esso ha dedicato numerosi saggi, tra i quali Storia del cinema inglese 1930-1990. Tra le altre sue numerose pubblicazioni spiccano i due volumi della collana Il Castoro Cinema dedicati a Michael Powell ed Emeric Pressburger (1988) e a Gianni Amelio (2006). È stata direttrice di «Film Tv» dal 1999 al 2007. Collabora con numerose riviste di cinema, tra cui «Cineforum», e diversi festival, su tutti il Bergamo Film Meeting. Dal 2007 è vicedirettore del Torino Film Festival.</p>
<p>Carlo Ballauri - Laureato in Scienze della Comunicazione all’Università La Sapienza di Roma con una tesi su Videodrome e eXistenZ di David Cronenberg, ha poi frequentato la New York Film Academy di Los Angeles, dove ha prodotto alcuni corti. In Italia continua la produzione di cortometraggi e sta attualmente ultimando la sceneggiatura per un lungo. Ruggero Adamovit - Laureato in Teoria e Tecniche della comunicazione mediale presso l’Università Cattolica di Milano, ha collaborato con un’agenzia pubblicitaria operante tra Veneto e Lombardia. Ha contribuito inoltre alla creazione e allo sviluppo di siti internet e portali relativi<br />
al territorio polesano e alla valorizzazione della sua storia. Quest’anno, assieme a Claudio Bartolini, ha pubblicato per Editori Le Mani il volume Il gotico padano. Dialogo con Pupi Avati.</p>
<p>Roberto della Torre - Docente di Storia del cinema italiano all’Università Cattolica di Milano e responsabile dell’archivio storico dei film presso la Fondazione Cineteca Italiana del capoluogo lombardo. Per Il Castoro Editore ha pubblicato, tra gli altri, I manifesti tipografici del cinema. La collezione della Fondazione Cineteca Italiana 1919-1939 (2001) e Un mondo perfetto. Le<br />
pubblicità cinematografiche dei fratelli Pagot (2005). Quest’anno ha curato il volume Poesia bianca. Il cinema di Simone Massi, edito da Fondazione Cineteca Italiana.</p>
<p>Daniele Magni - Ex disegnatore e sceneggiatore di fumetti (Postmortem, Oltrestorie, Piccoli brividi…), gestisce oggi assieme al socio Manuel Cavenaghi il negozio milanese Bloodbuster, completamente dedicato al cinema di genere. Segretissimi. Guida agli spy-movie italiani anni ’60 è il suo terzo libro edito da Bloodbuster, dopo Cinici infami e violenti. Guida ai film polizieschi italiani anni ’70 (2005) e Contaminations. Guida al cinema fantascientifico italiano degli anni ’80 (2007).</p>
<p>Lara Fremder - Sceneggiatrice italiana, a metà degli anni ’80 inizia la sua collaborazione con Studio Azzurro, con cui condivide un lungo sodalizio artistico. Risale agli inizi degli anni ’90 l’incontro con Marco Bechis, di cui firma tutte le sceneggiature, da Alambrado (1991) a Birdwatchers - La terra degli uomini rossi (2008) passando per il pluripremiato Garage Olimpo (1999). Insieme a Fausta Quattrini ha scritto La Nacion Mapuche, vincitore nella sezione documentari del Torino Film Festival 2007. Blue Sofa, tratto da un suo racconto, è anche il suo esordio alla regia, ed è stato presentato al Festival del Cinema di Locarno 2009.</p>
<p>Giuseppe Baresi - Lavora dal 1982 come regista e direttore della fotografia. Fino al 1986 ha collaborato con Studio Azzurro ed è stato direttore della fotografia per i documentari prodotti dalla facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Nel 1998 l’incontro con Marco Paolini, con cui realizza e produce Questo radichio non si toca e Bestiario Veneto. In La febbre, realizzato<br />
nel 1994 con Giuseppe Cederna e presentato per la prima volta nel 1995 al Torino Film Festival, integra un testo teatrale di Wallace Shawn con materiali recuperati da personali diari di viaggio.</p>
<p>Paola Piacenza - Giornalista per il settimanale femminile del Corriere della Sera «Io Donna». Si occupa di cinema, ma è attenta anche alle questioni arabe e mediterranee. Dopo un documentario su Cipro, ha diretto nel 2009 The Land of Jerry Cans, documentario girato sul confine del Kurdistan iracheno e presentato con successo al 50° Festival dei Popoli di Firenze,<br />
al New York Independent Film Festival e al Filmmaker di Milano. Prossimamente, sarà presentato a Schermi d&#8217;autore e Visioni Italiane di Bologna.</p>
<p>Marina Spada - Alterna il lavoro di docente presso la Scuola di Cinema di Milano con l’attività di regista. Dopo una lunga carriera nella pubblicità e nel cortometraggio, nel 2002 esordisce nel lungometraggio con Forza cani. Nel 2007 produce in digitale e a bassissimo costo Come l’ombra, presentato con successo al Festival di Venezia e a quello di Toronto e premiato per la<br />
miglior regia al Festival di Mar del Plata . Il suo ultimo lavoro, Poesia che mi guardi (2009), sull’opera e la vita della poetessa milanese Antonia Pozzi, è stato presentato al Festival del Cinema di Venezia nella sezione giornate degli Autori. È attualmente in preparazione del prossimo lungometraggio, intitolato Metafisica per le scimmie.</p>
<p>Le serate saranno presentate e moderate da:</p>
<p>Matteo Bussoli - Laureato in Scienze dei Beni Culturali all’Università degli studi di Milano, è attualmente specializzando in Televisione, cinema e new media all’Università IULM di Milano e in Film Production alla Tisch School of the Arts della New York University. Per la Scheggia ha già ideato, curato e presentato la rassegna So You Want to be Independent?.</p>
<p>Claudio Bartolini - Laureato in Storia e Critica del Cinema e cultore della materia in Storia del Cinema Italiano all’Università Cattolica di Milano, ha lavorato all’archivio storico dei film presso la Fondazione Cineteca Italiana. Attualmente è redattore a «Film Tv» e collabora con «L’uomo Vogue» e «Nick Movie». Ha pubblicato assieme a Ruggero Adamovit per Editori Le Mani Il<br />
gotico padano. Dialogo con Pupi Avati.</p>
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		<title>&#8220;UNIVERSO RIVELATO, MICHELE ZAZA&#8221; La mostra inaugurata giovedì 4 febbraio presso la fondazione Volume di Roma, sarà visitabile fino alla fine di Marzo 2010</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 09:12:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Pellegrini</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ombre rivolte alla ricerca di ciò che avviene al di làdello spazio e del tempo, nella sfera del mito.Una dimensione onirica volta a ricercare la condizione primordiale, la reviviscenza di leggende che legano il corpo contemporaneodell&#8217;artista all&#8217;iconografia primitiva attraverso le simbologiedel cibo e del sonno, e dei relativi rituali.
 
Una lieve illuminazione schiude uno spazio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="withquote">ombre rivolte alla ricerca di ciò che avviene al di làdello spazio e del tempo, nella sfera del mito.Una dimensione onirica volta a ricercare la condizione primordiale, la reviviscenza di leggende che legano il corpo contemporaneodell&#8217;artista all&#8217;iconografia primitiva attraverso le simbologiedel cibo e del sonno, e dei relativi rituali.</p>
<p><img src='http://parkavenue.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/noname.thumbnail.png' alt='' /><img src='http://parkavenue.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/universo_rivelato-michele-zaza.thumbnail.jpg' alt='' /> </p>
<p>Una lieve illuminazione schiude uno spazio trasognato, surreale,un territorio limite tra apparizione e realtà, all&#8217;interno del qualeci muoviamo tra processi consapevoli e inconsci e dalla qualeemergono come segni tangibili e concreti alcuni frammenti di pane.L&#8217;Universo rivelato di Michele Zaza si pone come percorsognoseologico dell&#8217;essenziale e dell&#8217;esistenziale, volto alla ricercae piena comprensione della propria identità medianteun&#8217;introspezione realizzata per immagini. La proiezione di volti blu coperti da mani in movimento sonomaschere, immagini che rinviano alla zona interiore ed enigmaticadell&#8217;essere, ombre rivolte alla ricerca di ciò che avviene al di làdello spazio e del tempo, nella sfera del mito.Una dimensione onirica volta a ricercare la condizione primordiale, la reviviscenza di leggende che legano il corpo contemporaneodell&#8217;artista all&#8217;iconografia primitiva attraverso le simbologiedel cibo e del sonno, e dei relativi rituali.</p>
<p>Michele Zaza, nasce a Molfetta in Puglia il 7 novembre del 1948.La ricerca di Zaza inizia con il ciclo Cristologia, presentato, nel 1972, alla galleriaDiagramma/Inga-Pin di Milano. Nel 1973 crea un nucleo di opere intitolato DissidenzaIgnota, esposto da Marilena Bonomo a Bari. Nell’opera principale è rappresentata la madredell’artista che sta per addormentarsi, tra una pistola poggiata su un cumulo di ovatta e una sequenza diimmagini di lei in diversi momenti di vita quotidiana. Nel 1974, lavori intitolati Naufragio euforicoevidenziano l’aspetto contraddittorio della libertà sotto forma di un percorso “a senso unico”.Segue nel 1975 il ciclo Mimesi, esposto da Massimo Minini a Brescia e da Annemarie Verna a Zurigo.Esistenza e assenza, condizione umana e operare artistico sono a confronto.Dal 1976 l’irreale non è in antinomia al reale, ma anzi costituisce una realtà in divenire, fatta dicuriosi paesaggi di terra e di ovatta, abitati da piccoli oggetti di carta somiglianti a macchine volanti. Nellaserie intitolata Anamnesi i personaggi sembrano agire nella dimensione del sogno, nutrendosi dimolliche di pane. Sempre nel 1976 Zaza realizza il ciclo Universo Estraneo da Lucio Amelio a Napoli,e poi Fantasia Privata da Yvon Lambert a Parigi. Invece nel 1978 crea opere intitolate Racconto celeste,dove analizza l’incorporeo. Il colore blu della parete cosparsa di stelle-molliche è un cielo che avvolgei volti del padre e della madre.  Lo spazio abitativo diviene “spazio celeste”. </p>
<p>Nel 1980, da Leo Castelli a New York, Zaza espone Neo-Terrestre. Nello stesso anno Zaza è invitatoalla Biennale di Venezia con una sala personale. Successivamente, nel 1981 è a Parigi con una mostraantologica al Musée d’art moderne de la Ville de Paris. Mentre a Ginevra, al Cabinet des estampesdu Musée d’art et d’histoire nel 1991, e a Mosca nel 1996 presso lo Shchusev Architecture Museumcon una serie di nuovi lavori ispirati a Hölderlin. Tra le collettive, nel 1977 e nel 1982 partecipa allaDocumenta di Kassel, nel 1975 alla Biennale di Parigi e nel 1977 alla XIV Biennale di São Paulo.Negli anni ‘80 Zaza comincia ad inserire nelle sue opere elementi scultorei, come Paesaggio in cui appaionoaccanto alle fotografie delle forme tridimensionali. Significativa è la tappa di Cielo Abitato.Nelle opere degli anni ’90 Zaza compie una trasfigurazione dei volti attraverso delle campituredi colore che mettono in evidenza dei punti focali mquali la fronte, il naso, le mani, che sottendonoalle funzioni vitali. L’artista è come un “viaggiatore” che procede indirezione delle proprie origini, in un “ritorno verso se stesso”. Opere quali il Centro del Viaggiatore,Cercatemi altrove, Paesaggio segreto, Corpo magico, stabiliscono uno scambio fra l’intimità umanae il cosmo, attraverso sculture di cartone e ovatta con cui l’artista reinventa il proprio corpo avvoltoda effetti di luce. Zaza escogita uno scenario segreto, elaborato apartire da elementi del quotidiano (molliche, ovatta, cuscini) e da presenze scultoree. Spesso il volto, siamaschile che femminile, viene dipinto con colori riferiti alla terra e al cielo – il marrone, il blu, il bianco:da Rivelazione segreta e Corpo segreto (2005) a Paesaggio magico e Orizzonte segreto (2006), oppureIo sono il paesaggio (2007). Zaza espone al Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea di Roma e al Musée d’Art Moderne etContemporain di Ginevra. Le sue opere sono conservate presso varie collezionipubbliche, tra cui la Fondation Emanuel Hoffmann di Basilea, l’Hamburger Bahnhhof-Museum fürGegenwart (Berlino), il Walker Art Center (Minneapolis); il Kunsthaus (Zurigo).</p>
<p><a href="http://www.fondazionevolume.com">www.fondazionevolume.com</a></p>
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		<title>&#8220;IL PRIMO RINASCIMENTO SENESE CONQUISTA LE PLATEE INTERNAZIONALI&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 16:53:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Pellegrini</dc:creator>
		
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Dopo Parigi la mostra “Da Jacopo della Quercia a Donatello. Le arti a Siena nel primo Rinascimento” verrà presentata il prossimo 10 febbraio a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="withquote">Dal 26 marzo all&#8217;11 luglio 2010 Siena sarà al centro di un importante avvenimento culturale, la grande mostra Da Jacopo della Quercia a Donatello. Le arti a Siena nel primo Rinascimento</p>
<p><img src='http://parkavenue.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/image001.thumbnail.jpg' alt='' /> </p>
<p>Dopo Parigi la mostra “Da Jacopo della Quercia a Donatello. Le arti a Siena nel primo Rinascimento” verrà presentata il prossimo 10 febbraio a Londra, ed il 17 febbraio a Roma, l&#8217;evento sarà illustrato alla stampa nazionale. In anteprima verranno inoltre presentati alcuni importanti restauri.<br />
Dal 26 marzo all&#8217;11 luglio 2010 Siena sarà al centro di un importante avvenimento culturale, la grande mostra Da Jacopo della Quercia a Donatello. Le arti a Siena nel primo Rinascimento un’esposizione di circa trecento opere di scultura, pittura, oreficeria, manoscritti e manufatti tessili. L’evento avrà come sede principale il Complesso Museale di Santa Maria della Scala e il Museo dell’Opera Metropolitana.<br />
Il biglietto della mostra, che avrà 48 ore di validità, darà inoltre modo al visitatore di accedere alla Cattedrale, al Battistero e al Museo Diocesano permettendo così una permanenza più lunga e approfondita nella città. L&#8217;iniziativa, promossa dal Comune di Siena e dalla Fondazione Monte dei Paschi, coordinata da Vernice Progetti Culturali srl, è anche frutto di una riuscita collaborazione fra alcune istituzioni senesi quali l’Opera della Metropolitana, la Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico e la Fondazione Musei Senesi che, con APT Siena e APT Chianciano Terme Val di Chiana, hanno reso possibile un’ottima offerta turistica abbinata alla mostra e a itinerari tematici nel territorio. Intorno a Siena infatti, da San Gimignano, a Buonconvento, da Pienza a Montalcino, da Asciano a Castiglione d&#8217;Orcia fino a Montepulciano, il visitatore potrà ammirare sette sezioni ubicate nei musei del territorio dai quali provengono una parte consistente dei capolavori presentati in mostra, così da comprendere il profondo legame fra le opere d’arte e la cultura che le ha prodotte, e scoprire le sorprendenti testimonianze del Quattrocento in viaggio nelle terre di Siena.<br />
La promozione ha preso l’avvio il 19 gennaio a Parigi presso l’Istituto Italiano di Cultura dove, davanti ad un pubblico formato da circa 250 persone fra tour operator, giornalisti ed esperti di settore, sono stati presentati tutti gli aspetti scientifici e logistici della mostra. Ci sono già le premesse di un successo anche per quella di Londra che avrà luogo il 10 febbraio prossimo. Anche l’organizzazione di questa serata è frutto della collaborazione fra il Comune di Siena, la Fondazione MPS e la Provincia di Siena -attraverso il servizio Sviluppo Rurale, l’APT di Siena e l’APT di Chianciano Terme Val di Chiana - l’Enit Londra e Vernice Progetti Culturali. Presso l’Istituto di Cultura di Belgrave Square dopo una breve conferenza di presentazione della mostra si terrà una degustazione dei prodotti del territorio organizzata dalla Provincia con la collaborazione dalle associazioni senesi di Confcommercio e Confesercenti che hanno individuato un menù tipicamente senese e affidato agli chef senesi Ettore Silvestri e Nicoletta Marighella la gestione della cena. Nell’occasione i consorzi dei vini DOCG, Olii extravergini di oliva DOP e IGP e di altri prodotti di qualità offriranno una selezione delle eccellenze del territorio.<br />
Il 17 febbraio inoltre a Roma, presso il Palazzo dell’Informazione sede di Adnkronos si terrà una conferenza stampa durante la quale, oltre ai contenuti della mostra e all’offerta turistica del territorio, il Direttore dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e il Soprintendente per il Patrimonio Storico Artistico di Siena e Grosseto, in anteprima assoluta illustreranno i restauri eseguiti per l’occasione.</p>
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		<title>&#8220;SIENA CELEBRA CON UNA MOSTRA STRAORDINARIA IL SUO PRIMO RINASCIMENTO&#8221;, Siena dal 26 marzo al 10 luglio 2010</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 18:03:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Pellegrini</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Oltre 300 opere per ripercorrere attraverso sculture, pitture, oreficerie, arredi, manifatture, manoscritti la trama dell&#8217;arte senese della prima metà del Quattrocento che, a venti anni di distanza dalla grande rassegna newyorkese del 1989, permetterà di presentare nuove acquisizioni degli studi, accanto a opere note e celebrate
 
Parigi e Londra saranno le sedi dove verrà presentata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="withquote">Oltre 300 opere per ripercorrere attraverso sculture, pitture, oreficerie, arredi, manifatture, manoscritti la trama dell&#8217;arte senese della prima metà del Quattrocento che, a venti anni di distanza dalla grande rassegna newyorkese del 1989, permetterà di presentare nuove acquisizioni degli studi, accanto a opere note e celebrate</p>
<p><img src='http://parkavenue.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/image002a1.jpg' alt='' /> </p>
<p>Parigi e Londra saranno le sedi dove verrà presentata la grande mostra “Da Jacopo della Quercia a Donatello. Le arti a Siena nel primo Rinascimento” che si terrà a Siena dal 26 marzo al 10 luglio 2010. Fervono i preparativi per l’esposizione che avrà come sede il Complesso di Santa Maria della Scala e l’Opera Metropolitana e che rappresenterà un&#8217;occasione unica per fare rientrare a Siena pezzi da lungo tempo all&#8217;estero e per ricostruire polittici che nel corso dei secoli sono stati smembrati e le cui parti sono oggi disperse tra vari musei, quali ad esempio il Polittico dell&#8217;Arte della Lana o il Polittico dell&#8217;Altare Pecci. Proprio per questa valenza a livello europeo è stato deciso di presentare l’evento presso i due più prestigiosi Istituti Italiani di Cultura all’estero.<br />
Realizzata attraverso l&#8217;organizzazione ed il sostegno della società strumentale della Fondazione Mps, Vernice Progetti Culturali, il progetto a cura di Max Seidel è stato sviluppato in collaborazione con importanti istituzioni locali e nazionali: Comune di Siena, Fondazione Mps, Università degli Studi di Siena, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico per le province di Siena e Grosseto, Opera Metropolitana di Siena, Archivio di Stato, Istituto di Ricerca per la Storia dell’Arte e dell’Architettura Marx-Planck di Firenze, Scuola Normale di Pisa, Biblioteca Comunale degli Intronati, Fondazione Musei Senesi.<br />
Fondamentale l’apporto della locale Soprintendenza ai Beni Artistici, che oltre a curare la direzione della mostra, ha favorito numerosi prestiti nazionali e esteri e che sta curando un’apposita sezione presso la Pinacoteca Nazionale di Siena in collaborazione con  l’Opificio delle Pietre Dure.<br />
Oltre 300 opere per ripercorrere attraverso sculture, pitture, oreficerie, arredi, manifatture, manoscritti la trama dell&#8217;arte senese della prima metà del Quattrocento che, a venti anni di distanza dalla grande rassegna newyorkese del 1989, permetterà di presentare nuove acquisizioni degli studi, accanto a opere note e celebrate.<br />
Una catena di articolate appendici, poi, prolungherà  la mostra a pochi passi di distanza dal Santa Maria della Scala. L&#8217;accesso al Duomo permette di conoscere il meraviglioso tempio a cui furono destinate diverse testimonianze artistiche ammirate nel percorso espositivo, mentre nel vicino Museo dell&#8217;Opera sarà allestita una sezione dedicata alla sopravvivenza del Gotico nella Siena dei primi decenni del Quattrocento. Scendendo nella &#8220;cripta&#8221;, al di là dell&#8217;atrio decorato con emozionanti pitture murali duecentesche, si potrà scoprire il mondo dell&#8217;oreficeria senese del Quattrocento: intorno alla paradigmatica Lupa di Giovanni di Turino ruotano calici, croci e reliquiari luccicanti d&#8217;oro, d&#8217;argento e di smalti. Infine si raggiunge il Battistero.<br />
Importante il contributo destinato ai restauri che ha reso possibile, su Siena, il recupero di importanti opere quali il grande Polittico detto &#8220;dei Gesuati&#8221; di Sano di Pietro della Pinacoteca Nazionale, l&#8217;Assunta di Domenico di Bartolo della Fondazione Conservatori Riuniti, oltre ad alcuni codici e biccherne dell&#8217;Archivio di Stato e della Biblioteca civica. In occasione della mostra, alcune realtà museali della Fondazione Musei Senesi (in particolare San Gimignano, Montepulciano, Buonconvento, Asciano, Montalcino e Pienza) saranno coinvolte nel progetto di promozione, permettendo così di poter valorizzare, attraverso percorsi tematici, anche il territorio di Siena e le sue ricchezze.</p>
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		<title>&#8220;IL SOGNO PERUZZIANO DI UNA SIENA ANTICHEGGIANTE NEI PROGETTI PER I PORTICI MAI REALIZZATI DI PIAZZA DEL CAMPO&#8221;, dal 19 dicembre al 12 aprile 2010, Biblioteca comunale degli Intronati</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 08:25:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Pellegrini</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Nell’ambito dell&#8217;esposizione “Architetti a Siena” per la prima volta, in mostra alcuni disegni che progettano un drastico cambiamento d’aspetto della città nei due ensembles architettonici più rilevanti: il Duomo e il Palazzo Pubblico
 
La visione utopica, di una Siena dall’aspetto “anticheggiante” disegnata da Baldassarre Peruzzi e dalla sua cerchia, mostra una Piazza del Campo circondata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="withquote">Nell’ambito dell&#8217;esposizione “Architetti a Siena” per la prima volta, in mostra alcuni disegni che progettano un drastico cambiamento d’aspetto della città nei due ensembles architettonici più rilevanti: il Duomo e il Palazzo Pubblico</p>
<p><a href='http://parkavenue.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/12-cerchia-di-baldassarre-peruzzi-progetto-per-porticare-piazza-del-campo.jpg' title=''><img src='http://parkavenue.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/12-cerchia-di-baldassarre-peruzzi-progetto-per-porticare-piazza-del-campo.thumbnail.jpg' alt='' /></a><a href='http://parkavenue.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/image001.jpg' title=''><img src='http://parkavenue.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/image001.thumbnail.jpg' alt='' /></a> </p>
<p>La visione utopica, di una Siena dall’aspetto “anticheggiante” disegnata da Baldassarre Peruzzi e dalla sua cerchia, mostra una Piazza del Campo circondata da sontuosi portici mai realizzati. E’ ciò che vediamo nei fogli di architettura esposti per la prima volta nella mostra “Architetti a Siena. Testimonianze della Biblioteca comunale tra XV e XVIII secolo” in corso presso Biblioteca comunale degli Intronati dal prossimo 19 dicembre al 12 aprile 2010.</p>
<p>Conservati presso Biblioteca comunale degli Intronati ed esposti eccezionalmente per festeggiare i 250 anni dalla sua fondazione, alcuni di essi mostrano progetti che riflettono un drastico cambiamento d’aspetto della città proprio nei due ensembles architettonici più rilevanti: il Duomo e il Palazzo Pubblico. Siena viene percepita, nell’immaginario comune, come esempio eccellente di nucleo urbanistico medioevale, nonostante le numerose trasformazioni che subisce nel tempo. Mentre tutti gli edifici della città storica mutano, solo in questi due importanti complessi - e in qualche altro caso come nei Palazzi Sansedoni e Chigi Saracini - i restauri e gli ampliamenti curano meticolosamente l’esterno in stile medioevale, proponendo la loro visione di Medioevo idealizzato. </p>
<p>La continuità con la tradizione non è stata una legge indiscussa, lo dimostra la selezione di opere scelte per l’esposizione che permettono di ricostruire la visione utopica di una Siena dal volto nuovo, presente durante la prima metà del XVI secolo nei disegni di Baldassarre Peruzzi e in quelli successivi dei suoi allievi. Un primo segno di un ripensamento in chiave rinascimentale della Piazza del Campo è rappresentato dalla delibera della Balìa di Siena del 1508 che tramanda l’intenzione di Pandolfo Petrucci di costruire un porticato intorno ad essa, progetto che poi non verrà mai realizzato. Un altro esempio è l’album di cui si espongono diversi fogli con alcune variazioni sul porticato che rimandano al progetto dell’Archivio dell’Opera Metropolitana attribuito a Tommaso o Lorenzo Pomarelli, anch’esso in mostra. Questi disegni sembrano rappresentare un’esercitazione eseguita da più di una mano forse intorno al 1530. </p>
<p>L’idea di creare un portico si ripresenterà poi anche in età barocca per giungere al Settecento quando l’architetto Paolo Posi progetterà un apparato effimero con arco trionfale e colonne imperiali, che è possibile ammirare nei disegni in mostra. Altre tracce dell’utopia peruzziana, si riscontrano nei progetti per il Duomo. Fallito il progetto del Duomo nuovo che nel XIV secolo voleva l’ingrandimento della cattedrale, Baldassarre Peruzzi con le esperienze raccolte a Roma e a Bologna, torna a Siena dopo il Sacco di Roma progetta un Duomo ancora più grande. Un riflesso di questa idea si trova su un foglio del cosiddetto Taccuino senese già attribuito a Peruzzi ed esposto in mostra.</p>
<p>La mostra “Architetti a Siena. Testimonianze della Biblioteca comunale tra XV e XVIII secolo” – promossa dalla Biblioteca comunale degli Intronati in occasione dei 250 anni dalla sua fondazione e realizzata con il contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena e della Regione Toscana – esporrà inoltre nella sala storica di via della Sapienza anche altre significative testimonianze relative alla cultura architettonica senese dal XV al XVIII secolo. </p>
<p>Ideata da Daniele Danesi, insieme a un gruppo di studiosi composto da Daniela Arrigucci, Elisa Bruttini, Giovanni Maria Fara, Emanuela Ferretti, Gianni Mazzoni, Bruno Mussari, Mauro Mussolin, Alina Payne, Matthias Quast, Bernardina Sani e coordinato da Milena Pagni e Annalisa Pezzo, la mostra “Architetti a Siena. Testimonianze della Biblioteca comunale tra XV e XVIII secolo” offre una selezione di opere, come i ben noti trattati di architettura legati all’opera di Francesco di Giorgio Martini, il taccuino di Giuliano da Sangallo, il trattato di Pietro Cataneo. </p>
<p>Sono testimonianze di grande interesse che figureranno accanto ad alcune rare edizioni cinquecentesche di trattati di architettura di Vitruvio, Palladio, Serlio, Vignola. Saranno esposti inoltre il raro taccuino di Oreste Vannocci Biringucci, architetto presso i Gonzaga e le opere del celebre medico e teorico di architettura Teofilo Gallaccini, il cui trattato sugli errori degli architetti, rimasto inedito per circa un secolo, fu stampato a Venezia molto dopo la sua morte. </p>
<p>Una sezione della mostra sarà poi dedicata agli studi per la Cappella del Voto nella Cattedrale di Siena di Benedetto Giovannelli Orlandi, architetto stimato da papa Alessandro VII Chigi e ai progetti del meno noto Giacomo Franchini, interprete locale della grande architettura borrominiana.<br />
Uno spazio importante nel percorso dell’esposizione è rappresentato dalle tecnologie visive impiegate per rendere più fruibile la mostra attraverso proiezioni e schermi che daranno al visitatore la possibilità di sfogliare virtualmente tutte le carte di alcuni volumi esposti e proporre confronti anche con materiali non presenti in mostra. All’esposizione sono inoltre collegati specifici percorsi didattici rivolti alle scuole, in particolare agli istituti d’arte e alle facoltà di architettura.</p>
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		<title>&#8220;AD AUTUNNO NERO TUTTO IL FASCINO DEL CINEMA MUTO&#8221; con Caligari, il cine-concerto dei Supershock, Lunedì 7 dicembre alle 21.00 a Cervo (IM)</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 13:02:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Pellegrini</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ad Autunnonero tornano le suggestioni del cinema muto e dell’orchestra da sala, con Caligari, il cine-concerto con musiche scritte ed interpretate dal vivo dal gruppo musicale Supershock.  L’appuntamento chiude la stagione di spettacoli della quarta edizione del Festival Internazionale di Folklore e Cultura Horror.

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			<content:encoded><![CDATA[<p class="withquote">Ad Autunnonero tornano le suggestioni del cinema muto e dell’orchestra da sala, con Caligari, il cine-concerto con musiche scritte ed interpretate dal vivo dal gruppo musicale Supershock.  L’appuntamento chiude la stagione di spettacoli della quarta edizione del Festival Internazionale di Folklore e Cultura Horror.
<p><a href='http://parkavenue.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/supershock.jpg' title=''><img src='http://parkavenue.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/supershock.thumbnail.jpg' alt='' /></a><a href='http://parkavenue.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/supershock_caligari.jpg' title=''><img src='http://parkavenue.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/supershock_caligari.thumbnail.jpg' alt='' /></a></p>
<p>Ad Autunnonero tornano le suggestioni del cinema muto e dell’orchestra da sala, con Caligari, il cine-concerto con musiche scritte ed interpretate dal vivo dal gruppo musicale Supershock, composto da Paolo Cipriano e Valentina Mitola. L’appuntamento, in programma a Cervo (IM) lunedì 7 dicembre alle 21.00 presso l’Oratorio Santa Caterina (ingresso libero), chiude la stagione di spettacoli e musica della quarta edizione del Festival Internazionale di Folklore e Cultura Horror, organizzato dall’Associazione Culturale Autunnonero con la direzione artistica di Andrea Scibilia e il contributo della Regione Liguria. </p>
<p>Caligari è uno spettacolo avvincente che si interroga in modo originale sullo sdoppiamento della personalità, sulla confusione tra illusione e realtà, sull’amore e sulla morte. Durante la proiezione del film Il gabinetto del Dott.Caligari di Robert Wiene (1919) - riproposto nella versione con colori virati, restaurata in collaborazione con il Goethe Institut - i Supershock eseguiranno dal vivo musiche scritte appositamente per interagire con le immagini. Le vecchie suggestioni del cinema muto e dell’orchestra da sala verranno re-interpretate in chiave moderna attraverso una scrittura musicale ricca di suggestioni e giocata su più registri, che nel farsi struggente, intensa, delicata, forte, estatica, inquietante, coglie la nervatura problematica che sottende il film. Divenuto presto un cult del genere, Das Kabinett des Doktor Caligari inaugura nel 1920 la breve ma intensa stagione del cinema tedesco riconducibile all’orizzonte artistico dell’espressionismo. Il film visualizza uno spazio fantasmatico in cui la verità assume maschere illusorie, molteplici e contraddittorie, ed è un meraviglioso esempio di contaminazione artistica. Attinge infatti dal teatro le scenografie e la recitazione attoriale, legando apertamente le “nuove” suggestioni del cinema alla “vecchia” scuola teatrale per creare un prodotto artistico d’avanguardia. In questo teatro dell’irrealtà e dell’ambiguità prende vita una vicenda che ha il ritmo avvincente di una detective-story, dominata dalla presenza dell’inquietante dottor Caligari, un imbonitore di fiera che si sposta di città in città esibendo il suo spettacolo di attrazione: il misterioso sonnambulo Cesare.</p>
<p>Restano aperte, tutti i giorni e fino al 13 dicembre a Palazzo Oddo di Albenga (SV), le mostre allestite da Autunnonero: “FAVOLE – Gothic Art Exhibition” e “LE FIABE DI NEROINCHIOSTRO – Comic Art Exhibition”. La mostra “FAVOLE” espone le illustrazioni della famosa artista gothic spagnola Victoria Francés, ispirate al mondo di Edgar Allan Poe, Anne Rice e Howard Phillips Lovecraft. Le opere possono anche essere acquistate.<br />
Nata dalla collaborazione tra Autunnonero e la Sergio Bonelli Editore, mediapartner dell&#8217;evento, la mostra “LE FIABE DI NEROINCHIOSTRO” è invece un percorso attraverso le tavole originali di storie fiabesche dalle tinte dark di Dampyr, Dylan Dog e Brendon, realizzate dai disegnatori Michele Cropera, Giuseppe Franzella, Nicola Genzianella, Nicola Mari, Luigi Piccatto, Luca Rossi e Alessandro Vitti.Fanno da cornice alle due esposizioni le splendide sale di Palazzo Oddo, che già ospita la mostra permanente “Magiche Trasparenze”, esposizione di reperti vitrei recuperati durante gli scavi nelle necropoli di Albenga, tra i quali è presente un pezzo unico al mondo, il cosiddetto Piatto Blu.</p>
<p>Per informazioni:<a href="http://info@autunnonero.com"> info@autunnonero.com</a></p>
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		<title>&#8220;JUST&#8217; US - DELLA TUA CARNE&#8221; Anteprima nazionale, spettacolo di teatro-danza in scena il 30 novembre alle 21 al Teatro Politeama di Poggibonsi (Siena)</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 15:46:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Pellegrini</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Spettacolo di teatro-danza contro la pena di morte, in scena nell&#8217;ambito delle iniziative della Festa della Toscana. Alle 22,15 proiezione del video “Just&#8217;us Derek Rocco Barnabei” realizzato con contributo della Fondazione MPS. Prodotto dalla compagnia Motus e dalla Fondazione Derek Rocco Barnabei, in collaborazione con la Provincia di Siena e con il Comune di Poggibonsi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="withquote">Spettacolo di teatro-danza contro la pena di morte, in scena nell&#8217;ambito delle iniziative della Festa della Toscana. Alle 22,15 proiezione del video “Just&#8217;us Derek Rocco Barnabei” realizzato con contributo della Fondazione MPS. Prodotto dalla compagnia Motus e dalla Fondazione Derek Rocco Barnabei, in collaborazione con la Provincia di Siena e con il Comune di Poggibonsi, con il sostegno del Comune di Siena e della Regione Toscana</p>
<p><a href='http://parkavenue.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/motus.jpg' title=''><img src='http://parkavenue.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/motus.thumbnail.jpg' alt='' /></a> </p>
<p>“Sono innocente&#8230; Alla fine la verità verrà a galla: continuate la mia battaglia”. Queste sono le ultime parole di Rocco Derek Barnabei, italo-americano di origine senese condannato a morte e giustiziato il 14 settembre 2000 all&#8217;età di 33 anni. A lui è dedicato “Just’Us - Della tua carne”, spettacolo prodotto dalla compagnia Motus e dalla Fondazione Derek Rocco Barnabei in collaborazione con Provincia di Siena Comune di Poggibonsi, con il sostegno di Comune di Siena e Regione Toscana.<br />
Lo spettacolo, sponsor ICT Logistica, sarà messo in scena in anteprima nazionale il 30 novembre alle 21 al Teatro Politeama di Poggibonsi nell&#8217;ambito delle iniziative per la Festa della Toscana, istituita dalla Regione nel 2001 per ricordare l&#8217;abolizione della pena di morte avvenuta, per la prima volta, il 30 novembre del 1786 per volere del Granduca Leopoldo.<br />
Alle 22.15 sarà proiettato il video “Just&#8217;us Derek Rocco Barnabei” di Manuela Jael Procaccia e Paola La Rosa, realizzato con contributo della Fondazione MPS.<br />
L&#8217;evento è stato presentato in conferenza stampa alla presenza di Riccardo Burresi, presidente del Consiglio della Provincia di Siena, Anna Carli, presidente della Fondazione Derek Rocco Barnabei, Dario Ceccherini, assessore alla Cultura del Comune di Poggibonsi, Rosanna Cieri della compagnia Motus.<br />
“Just’Us - Della tua carne” è una denuncia contro la pena di morte. Rocco Derek Barnabei venne condannato a morte da un tribunale della Virginia che lo ritenne colpevole di aver ucciso la sua fidanzata, Sarah Wisnovsky in un giorno di settembre del 1993. A lui e alla sua strenua battaglia per denunciare l’atrocità della pena di morte è dedicato lo spettacolo prodotto dalla Fondazione omonima, di cui Presidente Onorario è Jane Barnabei (madre di Derek), che da anni opera per sostenere la battaglia per la moratoria e per l’abolizione della pena di morte in tutto il mondo, promuovere la cultura dei diritti e informare l’opinione pubblica.<br />
Il DVD “ Just us Derek Rocco Barnabei” ricostruisce la tragica vicenda di Derek attraverso ricerche e testimonianze raccolte negli USA ed ha come filo conduttore le conversazioni telefoniche dal braccio della morte tra Derek ed Alessandro Milan, giornalista di Radio 24. </p>
<p>“Just’Us - Della tua carne” - Lo spettacolo</p>
<p>Il lavoro usa simboli e metafore per suscitare una giusta scintilla di indignazione nei confronti di questo orribile crimine contro i diritti umani. Derek diviene così l’emblema di quella moltitudine di persone rinchiuse e rimosse dalle coscienze per le quali si considera legittimo pianificare un omicidio giudiziario. I “morti che camminano” , indipendentemente dal reato commesso, sono persone sane e coscienti che una giustizia asettica decide di annientare in nome di un presunto bene superiore. E il fatto di togliere la vita non è che l’atto catartico di una lunga serie di violazioni della dignità umana, un vero e proprio calvario che il condannato è costretto a subire. Per questo lo spettacolo va oltre e si addentra fin nell’oscuro mondo della tortura dove il criminale non è molto dissimile dal suo carnefice torturatore. Tutto questo avviene all’interno di società indifferenti che ignorano, o non vogliono sapere, che per migliaia di uomini e donne il tempo della vita corre più veloce e avvicina dolorosamente il momento in cui la vita non è più.<br />
La regia dello spettacolo è di Rosanna e Simona Cieri, con coreografie di Simona Cieri, soggetto e sceneggiatura di Rosanna Cieri, musiche di autori vari, costumi di Mirko Bolognesi. I danzatori sono Veronica Abate, Martina Agricoli, Maurizio Cannalire, Simona Gori, Federica Morettini, Riccardo Pardini.</p>
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		<title>SEGNALI DAL FUTURO</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 19:59:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Pellegrini</dc:creator>
		
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Un misterioso messaggio in codice che, riaffiorando dal passato, profetizza oscuri eventi di morte che paiono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="withquote">Segnali dal Futuro è l’ennesima visione apocalittica hollywoodiana riguardante il nostro pianeta. Con questa produzione si segue un filone che ormai già da tempo gioca a proporre i vari disastri possibili che segneranno la parola fine per la Terra.</p>
<p><a href='http://parkavenue.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/segnali_dal_futuro11.jpg' title=''><img src='http://parkavenue.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/segnali_dal_futuro11.jpg' alt='' /></a> </p>
<p>Un misterioso messaggio in codice che, riaffiorando dal passato, profetizza oscuri eventi di morte che paiono tra loro concatenati e destinati a culminare in un accadimento dalla magnitudine planetaria. Unico a decodificare questa sequenza misteriosa e a tentare di trovarne una soluzione, oltre che una ragione, è un professore dell’ M.I.T.  John Koestler: un uomo ossessionato dal trovare in tutto una risposta razionale, in bilico tra l’abbandonarsi alla teoria del caso o alla ferrea consequenzialità matematica, nonché segnato da un tragico passato.</p>
<p>Segnali dal Futuro (Knowing) è l’ennesima visione apocalittica hollywoodiana riguardante il nostro pianeta. Con questa produzione si segue un filone che ormai già da tempo gioca a proporre i vari disastri possibili che segneranno la parola fine per la Terra. Protagonista è il professore di astrofisica John Koestler (Nicolas Cage), segnato nello spirito dalla scomparsa della moglie, il quale riesce a decifrare un oscuro codice criptato caduto nelle mani del suo giovane figlio e che descrive oscuri presagi. Il protagonista si convince essere il mezzo necessario a deviare gli eventi ed impedire la distruzione della Terra ma si dovrà ben presto ricredere, accettando l’ineluttabilità degli accadimenti che sottolinea l’incapacità per il genere umano di poter far fronte ad ogni cosa minandone il senso di potere e rendendo per loro necessario l’affidarsi, in questi casi, a forze superiori, che nel film si presentano con una confluenza tra sacro e profano, impastando tra loro riferimenti alle sacre scritture ed alieni dalle morfologie angeliche. </p>
<p>La trama procede in maniera altalenante tra un tentativo di climax psicologico e spiritistico fino a scene di devastazione caratterizzate da un ottimo impatto visivo e renderizzazione di suoni, colori e climax.  Una narrazione comunque lineare che va a scadere nella sua conclusione: non tanto per l’ovvietà del soggetto o l’intuizione di quello che può accadere da parte del pubblico, quanto per la materializzazione di un elemento (gli “alieni-angeli”) che risulta essere una scelta opinabile e dal gusto banalmente ovvio. Pare quasi che il lavoro voglia forzare verso un misticismo da ultimo secolo, a cui si sarebbe preferito una soluzione univoca di solo angeli o soli alieni, quant’anche pura e sola distruzione generalizzata.<br />
Buona la scenografia, limitata a piccole aree ma sottolineate con impatto, così come le aree vittime di orribili incidenti arricchite da effetti grafici notevoli, ben definiti ed in alcuni casi dal carattere inaspettato. Benchè circoscritti a poche scene, gli effetti speciali sono stati utilizzati con sapienza così come la computer grafica, anche se se ne può avvisare un certo eccesso (comprensibile per via dell’dea che deve uscirne dalle scene in questione) che molto ricorda una qualsiasi esercitazione di lavoro grafico con Adobe Photoshop. In questa scenografia gli attori si muovono in sincrono, ben omogeneizzati ed adattati, osservati con inquadrature in movimento ma che mai perdono il soggetto e che evitano di scadere in una metodologia da camera a “8mm”. Le scene più movimentate risultano quindi nitide, con buoni effetti di luci e contrasti ed una fotografia dei fondali che lascia intuire un climax irriconoscibile fino al suo culmine e per questo d’effetto. Scelte che permettono al pubblico una visione continua ed appassionante, priva di sbalzi e stress, così come di disconnessioni nel susseguirsi delle scene, le quali rimangono incollate tra loro con un montaggio canonico ma ottimale. Musiche ed effetti son ben congeniati con le immagini, anche se la colonna sonora in sé non rimane rimarcabile, mentre i dialoghi si susseguono tra loro a volte in maniera incerta ma mantenendo sempre una certa coesione.<br />
Non da evidenziare le prestazioni degli attori le quali rimangono sempre incollate a monolitiche interpretazioni, congeniali al film ma lievemente deludenti per la platea. Sorvolando,quindi, su alcune “debacle”e opinabili scelte di gusto, Segnali dal futuro rimane un lavoro di regia accettabile anche se è plausibile l’opinione che la sua realizzazione potesse mostrare molte più capacità.  </p>
<p>Un film di Alex Proyas. Con Nicolas Cage, Rose Byrne, Chandler Canterbury, Lara Robinson, Ben Mendelsohn<br />
USA, Gran Bretagna 2009</p>
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