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“UNIVERSO RIVELATO, MICHELE ZAZA” La mostra inaugurata giovedì 4 febbraio presso la fondazione Volume di Roma, sarà visitabile fino alla fine di Marzo 2010

ombre rivolte alla ricerca di ciò che avviene al di làdello spazio e del tempo, nella sfera del mito.Una dimensione onirica volta a ricercare la condizione primordiale, la reviviscenza di leggende che legano il corpo contemporaneodell’artista all’iconografia primitiva attraverso le simbologiedel cibo e del sonno, e dei relativi rituali.

Una lieve illuminazione schiude uno spazio trasognato, surreale,un territorio limite tra apparizione e realtà, all’interno del qualeci muoviamo tra processi consapevoli e inconsci e dalla qualeemergono come segni tangibili e concreti alcuni frammenti di pane.L’Universo rivelato di Michele Zaza si pone come percorsognoseologico dell’essenziale e dell’esistenziale, volto alla ricercae piena comprensione della propria identità medianteun’introspezione realizzata per immagini. La proiezione di volti blu coperti da mani in movimento sonomaschere, immagini che rinviano alla zona interiore ed enigmaticadell’essere, ombre rivolte alla ricerca di ciò che avviene al di làdello spazio e del tempo, nella sfera del mito.Una dimensione onirica volta a ricercare la condizione primordiale, la reviviscenza di leggende che legano il corpo contemporaneodell’artista all’iconografia primitiva attraverso le simbologiedel cibo e del sonno, e dei relativi rituali.

Michele Zaza, nasce a Molfetta in Puglia il 7 novembre del 1948.La ricerca di Zaza inizia con il ciclo Cristologia, presentato, nel 1972, alla galleriaDiagramma/Inga-Pin di Milano. Nel 1973 crea un nucleo di opere intitolato DissidenzaIgnota, esposto da Marilena Bonomo a Bari. Nell’opera principale è rappresentata la madredell’artista che sta per addormentarsi, tra una pistola poggiata su un cumulo di ovatta e una sequenza diimmagini di lei in diversi momenti di vita quotidiana. Nel 1974, lavori intitolati Naufragio euforicoevidenziano l’aspetto contraddittorio della libertà sotto forma di un percorso “a senso unico”.Segue nel 1975 il ciclo Mimesi, esposto da Massimo Minini a Brescia e da Annemarie Verna a Zurigo.Esistenza e assenza, condizione umana e operare artistico sono a confronto.Dal 1976 l’irreale non è in antinomia al reale, ma anzi costituisce una realtà in divenire, fatta dicuriosi paesaggi di terra e di ovatta, abitati da piccoli oggetti di carta somiglianti a macchine volanti. Nellaserie intitolata Anamnesi i personaggi sembrano agire nella dimensione del sogno, nutrendosi dimolliche di pane. Sempre nel 1976 Zaza realizza il ciclo Universo Estraneo da Lucio Amelio a Napoli,e poi Fantasia Privata da Yvon Lambert a Parigi. Invece nel 1978 crea opere intitolate Racconto celeste,dove analizza l’incorporeo. Il colore blu della parete cosparsa di stelle-molliche è un cielo che avvolgei volti del padre e della madre. Lo spazio abitativo diviene “spazio celeste”.

Nel 1980, da Leo Castelli a New York, Zaza espone Neo-Terrestre. Nello stesso anno Zaza è invitatoalla Biennale di Venezia con una sala personale. Successivamente, nel 1981 è a Parigi con una mostraantologica al Musée d’art moderne de la Ville de Paris. Mentre a Ginevra, al Cabinet des estampesdu Musée d’art et d’histoire nel 1991, e a Mosca nel 1996 presso lo Shchusev Architecture Museumcon una serie di nuovi lavori ispirati a Hölderlin. Tra le collettive, nel 1977 e nel 1982 partecipa allaDocumenta di Kassel, nel 1975 alla Biennale di Parigi e nel 1977 alla XIV Biennale di São Paulo.Negli anni ‘80 Zaza comincia ad inserire nelle sue opere elementi scultorei, come Paesaggio in cui appaionoaccanto alle fotografie delle forme tridimensionali. Significativa è la tappa di Cielo Abitato.Nelle opere degli anni ’90 Zaza compie una trasfigurazione dei volti attraverso delle campituredi colore che mettono in evidenza dei punti focali mquali la fronte, il naso, le mani, che sottendonoalle funzioni vitali. L’artista è come un “viaggiatore” che procede indirezione delle proprie origini, in un “ritorno verso se stesso”. Opere quali il Centro del Viaggiatore,Cercatemi altrove, Paesaggio segreto, Corpo magico, stabiliscono uno scambio fra l’intimità umanae il cosmo, attraverso sculture di cartone e ovatta con cui l’artista reinventa il proprio corpo avvoltoda effetti di luce. Zaza escogita uno scenario segreto, elaborato apartire da elementi del quotidiano (molliche, ovatta, cuscini) e da presenze scultoree. Spesso il volto, siamaschile che femminile, viene dipinto con colori riferiti alla terra e al cielo – il marrone, il blu, il bianco:da Rivelazione segreta e Corpo segreto (2005) a Paesaggio magico e Orizzonte segreto (2006), oppureIo sono il paesaggio (2007). Zaza espone al Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea di Roma e al Musée d’Art Moderne etContemporain di Ginevra. Le sue opere sono conservate presso varie collezionipubbliche, tra cui la Fondation Emanuel Hoffmann di Basilea, l’Hamburger Bahnhhof-Museum fürGegenwart (Berlino), il Walker Art Center (Minneapolis); il Kunsthaus (Zurigo).

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