G.I. Joe offre quindi un unico grande calderone delle qualità più tipiche presenti nel genere action-movie, anche se limitato in alcune sue parti da scelte un po’puerili che però ben rientrano nel tema soggetto della pellicola.
Dopo aver fatto giocare un’intera nazione per quarant’anni ed aver appassionato i giovani degli anni ottanta nel nostro bel paese, sbarcano sul grande schermo i G.I. Joe ed i loro antagonisti “Cobra”riportando alla ribalta una delle serie animate di oltre oceano più conosciute. Una produzione di pura azione, fattore che sempre l’a caratterizzato in ogni sua forma, che colpisce per il ritmo incalzante fatto di esplosioni, complotti ed ancora esplosioni, quand’anche solo di esplosioni.
I G. I. Joe, un corpo militare di elite composto da elementi provenienti da tutte le nazioni e dotati di una tecnologia all’avanguardia, viene mobilitato ai fini della sicurezza nazionale per combattere una misteriosa organizzazione para-militare (i Cobra) che intende minare l’equilibrio politico mondiale. Con la sua trama bambinesca in cui tutto viene ricondotto a vecchi stereotipi, come ad esempio un necessario legame che vede unire tra loro in un susseguirsi di flashback i principali protagonisti della pellicola (dal buono al grande cattivo), il film incentra i suoi sforzi in una successione succosa di azione.
Esplosioni e sparatorie si avvicendano a perdifiato per tutta la proiezione sostituendo, fortunosamente, le caratteristiche su cui poggiava la vecchia serie animata, comunque non priva di una buona dose di azione: in cui i buoni godevano di una positività estrema e dell’ esaltazione delle loro caratteristiche, mentre i così detti cattivi venivano segnati dalla loro costante sconfitta, codardia ed in alcuni tratti imbecillità. Il lungometraggio, al contrario, nei pochi spazi lasciati a disposizione dalle costanti detonazioni prevede nella sua trama una giusta suddivisione di colpe tra le parti, uno sviluppo narrativo adottato come pretesto per conferire al lavoro una certa completezza di senso e le possibilità di svariati sequel.
Come protagonisti nella pellicola si mischiano tra loro i personaggi presenti nelle varie serie animate, dalle più vecchie alle più nuove, i quali vengono caratterizzati in maniera azzeccata e piacevole. Tra il cast spicca la prestazione ironica ed un po’stereotipata Marlon Wayans (Ripcop), che ben indossa i panni del “giullare” utile a smorzare le atmosfere, dare quel giusto senso di autoironia e presa in giro alla pellicola. Per quanto riguarda i dialoghi, questi rimangono un aggregato limitato al solo sviluppo narrativo senza nulla aggiungere o togliere al proseguimento delle scene limitandosi alla semplice funzione di istruzione al pubblico sulle scelte di sceneggiatura. Rimane di impatto il grande lavoro di effetti speciali ed ambientazione grafica, suggestivi e ben realizzati così da rendere fluida la sovrapposizione e la motion di armature hi-tech, missili, esplosioni e fondali: di cui sono esempio le scene ambientate nel traffico cittadino di Parigi in cui tutti gli elementi paiono coesistere perfettamente .
Nonostante il susseguirsi di scene caotiche, riempite fino allo spasmo da azione e proiettili la ripresa rimane nitida a piacevole da seguire, ben definita nella sua fotografia che non toglie senso di fondo alle scene e permettendo una visione completa di ciò che accade nelle inquadrature. Una coesione scenografica che molto viene aiutata dal montaggio, il quale riesce a dare fluidità alla produzione permettendo l’attimo avvicendarsi di eventi diversi e tra loro differenti.
Di sfondo alle scene è stata scelta una colonna sonora palpitante e cardiaca, che ben sottolinea l’atmosfera scenica conferendo al con tempo ritmo e velocità alle inquadrature,anche se un po’lontana dal poter essere giudicata “bella”.
G.I. Joe offre quindi un unico grande calderone delle qualità più tipiche presenti nel genere action-movie, anche se limitato in alcune sue parti da scelte un po’puerili che però ben rientrano nel tema soggetto della pellicola. Un lavoro di regia non impegnativo che più ha voluto poggiarsi sull’impatto visivo degli effetti speciali più che sulle abilità di direzione ma dal quale, visto il soggetto, non si può pretendere più di quello che è stato fatto.
Un film di Stephen Sommers. Con Adewale Akinnuoye-Agbaje, Christopher Eccleston, Joseph Gordon-Levitt, Byung-hun Lee
USA 2009
Tags: Adewale Akinnuoye-Agbaje, Byung-hun Lee, Christopher Eccleston, GI joe, Joseph Gordon-Levitt, Stephen Sommers