arte contemporanea
arti performative
recensioni
MANUELA MACCO, TO MEET
Due persone s’incontrano, una viene respinta e cade seguita a breve distanza da chi ha respinto; stese per terra paiono dormire una a fianco all’altra.
Oppure si accettano guardandosi negli occhi; poi distolgono lo sguardo per rivolgerlo nella stessa direzione, finché non cadono una dopo l’altra.
L’epilogo è lo stesso in ambedue i casi; dopo sforzi, i protagonisti di questa narrativa si rialzano, si abbracciano e la storia ricomincia da capo, con gli attori che si scambiano tra loro scambiando i ruoli.

La messa in scena di To Meet il 18 settembre presso il Bi-Loft cellar di Torino, conclude il ciclo di performance della compagnia delle studentesse di Manuela Macco, che le ha viste impegnare un pubblico inconsapevole nelle piazze di Torino prima che i convenuti alla galleria torinese.
Il gruppo di performer, interamente femminile, mescolandosi ai presenti ha dato vita ad una narrativa ciclica incentrata sull’incontro che risulta piuttosto interessante in rapporto col pubblico. La decontestualizzazione dei movimenti eseguiti che ottiene un comportamento sociale non consueto, con gesti senza nulla di eccentrico, spinge il pubblico ad atteggiamenti altrettanto inconsueti. Ci si trova per esempio a fissare in modo indiscreto lo sguardo appassionato e intenso di due persone che si fissano, oppure a non prestare soccorso di fronte alle mani tese di chi non riesce ad alzarsi. Viene così a crearsi una breccia momentanea nelle convenzioni scaturita dall’incontro tra le performer e il pubblico.
To Meet si sovrappone all’happening in corso la vide/le plein, omaggio a Yves Klein e Arman che occuperà le sale dello spazio Bi-Loft Cellar fino al 18 ottobre, riempiendone lentamente il vuoto con con contributi provenienti sia dalla comunità artistica che dal pubblico.
Tags: Bi-Loft Cellar, Manuela Macco