cinema recensioni
SMOKIN’ ACES

Regia ad hoc per un ottima realizzazione.

Qualcosa di grosso sta per accadere nella città di Las Vegas: numerosi gruppi di criminali e assassini professionisti si stanno preparando per un grande colpo; l’F.B.I. è alle calcagna di un boss mafioso, allertata da intercettazioni telefoniche che fanno intendere il progetto di un complotto ed un assassino. Tuttavia, mentre pare chiaro chi sia il bersaglio di questa manovra criminosa la figura del mandante rimane misteriosa ed oscura. Perché questa mobilitazione generale? Qual è il suo fine ultimo? A cosa si devono le troppe coincidenze e le morti così poco “accidentali”? “Smokin’ Aces” è film “esplosivo” con finale a sorpresa.

La trama pare seguire i canoni tipici del thriller/poliziesco: un complotto da sventare, un capomafia da arrestare e numerose incognite che necessitano trovare una spiegazione, il tutto condito con una giusta dose di “bagni di sangue” e sparatorie a fuoco incrociato già viste nell’action-movie hollywoodiano più popolare, portato sul grande schermo da regesti come Quentin Tarantino.

Smokin aces

Sono però molte le particolarità di realizzazione che rendono interessante ed intrigante questo lungometraggio, a partire dalla stessa trama che, in ultima analisi, pare essere molto semplice ma narrata con notevole abilità: si rivela poco alla volta sfruttando i momenti più adeguati così da appassionare maggiormente lo spettatore alla visione dell’opera. Allo stesso modo degli agenti protagonisti dell’operazione, anche i presenti non riescono a montare tutte le parti del puzzle adeguatamente, scoprendo la verità solo poco alla volta.
Ciò è permesso dalla metodologia di narrazione, all’apparenza confusionaria ma che in realtà è ben studiata e congeniale con le varie parti della produzione.
Interessanti e particolari i “punti di vista” che vengono rappresentati: gli assassini a pagamento presenti nella storyline non vengono unicamente descritti con le abilità a loro peculiari relative al mestiere che hanno intrapreso ma, più approfonditamente, descrivendo il rapporto che hanno con il loro lavoro e come reagiscono e concepiscono sia la vita che la morte, non solo delle potenziali prede ma altresì la propria. Sfatando i canoni tipici del freddo e preciso killer su commissione è proposta una versione più romantica e per certi versi poetica, arricchita e innovata da un tocco di “pop-culture” che senza pesare troppo sulle caratterizzazioni dei personaggi rende ancora più piacevole e sopportabile l’atmosfera di tutto il film.

Montaggio e dialoghi sono utilizzati sapientemente per meglio rendere la narrazione della storia: si salta bruscamente da una scena ad un’altra totalmente estranea, da un contesto ad uno differente utilizzando come mezzo d’unione le battute stesse. Le scene vengono abilmente tagliate su domande le cui risposte sono date da altri attori in altre situazioni che riguardano argomenti differenti. Benché sulle prime questa scelta stilistica lasci qualche perplessità, sul lungo periodo si dimostra funzionale sia per raffigurare lo stato di confusione e mistero che gli stessi attori vivono, sia nell’aumentare l’interesse per la trama permettendo anche di cogliere meglio i vari punti di vista dei diversi protagonisti, sia nell’incrementare il ritmo del film. Il risultato è infatti un buon insieme “argomentativo-narrativo”, che nonostante i “salti” tra i vari argomenti e scene, appare sincronico e logico, interessante e divertente da seguire.

Smokin aces

Fotografia ed ambientazione molto ben gestite, mantengono un livello normale d’esecuzione in tutta la produzione per poi offrire angolazioni e scenografie particolari e di buon effetto che sottolineano ancora meglio i punti focali della produzione, donando il giusto livello di suspance.
Ottima la colonna sonora, cornice perfetta per questa storia, scelta con senno, ben adattata e coerente con la pellicola che aiuta ancor di più a rendere il tutto coeso ed armonioso.
Molto bravi gli attori, anche se tra questi non appaiono molti volti noti soprattutto per il “grande schermo” nostrano, che riescono a caratterizzare i personaggi a dovere conferendo ad ognuno di loro quelle caratteristiche particolari ed uniche che meglio permettono di farsi spazio nella mente degli spettatori, catturando il loro interesse e la loro simpatia, sia nel bene che nel male. Regia ad hoc per un ottima realizzazione.

Non è possibile commentare.