…il film ripercorre brevemente le origini di questo enigmatico personaggio rimanendo in un limbo insofferente che non da molti spunti alla vitalità dello spettatore.
Johnny Blaze è un giovane e abile motociclista acrobatico, un po’ spavaldo ma molto intraprendente, pieno di progetti per il futuro tra i quali fuggire con la sua ragazza in una città lontana, cose a cui dovrà rinunciare nel momento in cui incontra uno strano vecchietto il quale gli spiega, senza mezzi termini, di essere il satanasso in persona e di essere venuto a conferire con lui con il preciso motivo di proporgli un contratto per salvare la vita al padre dello stesso Johnny divorato dal cancro. Il giorno seguente, dopo aver accettato il patto e aver venduto la sua anima, nota i primi cambiamenti nella salute del genitore, ma ecco subito presentarsi un inghippo: il padre è stato salvato dalla malattia per poi morire in pista.

Il giovane Johnny vistosamente irritato si ferma a discutere col vecchio diavolo a un incrocio (ovviamente si vuole citare il famoso incontro tra il leggendario chitarrista Robert Johnson e Satana ma l’atmosfera rende l’intera scena un po’ pacchiana), per poi partire verso l’orizzonte. Molti anni più tardi, un adulto Johnny è un motociclista acrobata famosissimo, ma proprio quando pensa di essere a una svolta, subito dopo aver rincontrato il suo ex-amore, ecco ripresentarsi il satanasso bisognoso dei suoi servigi: cinque demoni si sono ribellati al padrone degli inferi e il motociclista fantasma deve fermarli. Agghindato con spuntoni, catena, abiti di pelle e ovviamente teschio infuocato assieme ai pneumatici di una moto che sembra fare il verso a Kit della serie Supercar, Blaze parte per la sua missione.
Ghost Rider è l’ultimo eroe che passa dalla cellulosa alla celluloide; il film ripercorre brevemente le origini di questo enigmatico personaggio rimanendo in un limbo insofferente che non da molti spunti alla vitalità dello spettatore.
Un film in sé mediocre, benché presenti in alcune parti colpi di coda energetici che riescono a ravvivare l’attenzione, anche se per poco tempo. D’effetto le scenette para ironiche che vedono protagonista un motociclista fantasma altezzoso e un po’ sopra alle righe (ricorda molto negli atteggiamenti personaggi interpretati da Vin Diesel o Schwarznegger) e attento all’immagine (Johnny fa le prove davanti allo specchio e trasformato fa crescere gli spuntoni alla giacca per essere più “fico”) che lasciano con un piacevole sorriso sulle labbra.

Mantenendo il livello del film anche la recitazione non dà molte soddisfazioni, nel particolare Nicolas Cage non sembra essere il personaggio ideale per vestire i panni di Ghost Rider ma bisogna ammettere, con una visione generalizzata, che molto probabilmente senza di lui sarebbe stato molto peggio (la pettinatura che gli hanno costruito per farlo assomigliare all’attore che interpreta il Blaze ragazzo è oscena, conferendogli un immagine un po’ da campagnolo). Nessuna nota di merito o demerito per gli altri personaggi che si barcamenano e susseguono per tutta la durata del film.
Fotografia e scenografia che non raggiunge ne un livello positivo né uno negativo bilanciandosi tra scene e fondali molto suggestivi ed altri che sembrano essere stati buttati sul set alla meglio o forse addirittura svogliatamente. Buoni e ben renderizzati gli effetti speciali che conferiscono una certa naturalezza ai super poteri degli astanti grazie a un’ottima sincronizzazione con le immagini. Fluido il montaggio che permette una certa scorrevolezza benché alcune parti sembrino di troppo e con una minima punta anacronistica, comunque facenti parti di elementi talmente insignificanti da poterci passa sopra senza alcun problema.