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La Ricerca della Felicità

…un ottimo film, pienamente consigliato, che descrive con efficacia il sogno materialistico americano degli anni ‘80…

Ispirato ad una storia vera, il primo film “americano” di Muccino si rivela essere di tutt’altro genere rispetto ai suoi precedenti lavori girati in Italia. Si tratta di un film drammatico, esistenzialista, tipico yankee, in cui tutti hanno una seconda possibilità e la felicità è un diritto sancito dalla costituzione.
Si narra di un uomo di colore, splendidamente interpretato da Will Smith, sposato e con un bambino di cinque anni. Il protagonista si trova ad affrontare una seria crisi economica, che si porta appresso ben presto una drammatica crisi di coppia. La moglie lo lascia e lui cocciutamente, si tiene il bambino e si imbarca in un impresa che è la sua ricerca della felicità. Affrontando enormi difficoltà riesce nel suo scopo e dimostra al mondo di potercela fare.

la ricerca della felicitàLa trama è solida, come una catasta di legna; infatti è un continuo accatastarsi di disgrazie una sull’altra, fino all’epilogo, il più classico dei ”… e tutti vissero felici e contenti!”, al quale avrei preferito un finale più lungo, senza sottintesi, in cui si fosse mostrata qualche piccola rivalsa del protagonista nei confronti del mondo.
Il film risulta molto scorrevole, nonostante la drammaticità della storia, e viene spesso ravvivato da scene di inseguimento, insolite in un film drammatico. Questi intermezzi permettono allo spettatore di prendere fiato, di staccare momentaneamente l’attenzione dai forti significati della trama, per godersi un attimo di azione, garantendo così una forte attenzione nei momenti più drammatici.

Le splendide interpretazioni di Will Smith e di Jaden Christopher Syre Smith (realmente figlio di Will Smith) impreziosiscono una regia ed una fotografia di primo livello. Le immagini sono dominate dai toni tristi di una città grigia in cui non c’è nessun motivo per essere felici; questo enfatizza ancora di più la volontà del protagonista nel voler raggiungere la propria felicità, che nel film viene associata alla ricchezza, in contrasto con la saggezza popolare la quale insegna che “i soldi non fanno la felicità”. In realtà sappiamo tutti che la ricchezza non garantisce la felicità, ma risolve un sacco di problemi…

la ricerca della felicitàIl casting è ottimo, ogni attore ha la “faccia” giusta per il personaggio che va ad interpretare.
Splendida la colonna sonora, dell’italiano Andrea Guerra, figlio del Tonino storico sceneggiatore di Fellini, perché fa quel che deve fare: accompagna le immagini, senza farsi notare e all’uscita dal cinema la si è già dimenticata.
“La ricerca della felicità” è un ottimo film, pienamente consigliato, che descrive con efficacia il sogno materialistico americano degli anni ‘80, tra pubblicità di film del periodo e discorsi di Reagan alla televisione. Muccino dimostra che se gli si danno dei soldi da spendere, lo sa fare e con ottimi risultati.

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