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Dopo il matrimonio - Efter Brylluppet

…un film molto interessante per il carico emozionale che riesce a visualizzare ed a trasmettere allo spettatore.

Jacob, operatore umanitario a Bombay, si vede costretto a tornare nella patria Danimarca per ottenere un importante finanziamento che eviterebbe la chiusura dell’orfanotrofio nel quale lavora.
Il Destino ha però in serbo diverse sorprese. Il ritorno a casa segnerà un importante, nuova svolta nella sua vita, che gli permetterà di riallacciare con quanto aveva lasciato indietro per seguire i propri ideali.

Utilizzando temi ricorrenti nel cinema danese, famiglia e Destino, Susanne Bier racconta in questo “Dopo il matrimonio” un doloroso ricongiungimento con il passato attraverso una vivida discesa nell’animo umano, una serie di questioni irrisolte, di nodi che lentamente vengono sciolti.
Dopo il matrimonio Molta attenzione è stata riservata alla rappresentazione delle emozioni dei personaggi, che costituisce la parte preponderante e forse più interessante della pellicola, sia per la realizzazione che per la riuscita.

Bier ha rivolto attenzione alla mimica del corpo, ai gesti che evidenziano l’emozione di chi li compie, attraverso una serie di primissimi piani interrotti solo quand’è il dialogo a diventare importante; prima che sia troppo tardi ed il senso di claustrofobia diventi insopportabile allo spettatore.
Quest’indagine e il racconto sono quindi realizzati in gran parte attraverso le immagini, fino ad arrivare ad un uso metaforico delle stesse, evitando estenuanti dialoghi, evitando la soap, non ostante la trama presenti aspetti che altrimenti si potrebbero considerare come forzature.

Per la coincidenza di circostanze ed eventi - la rivelazione/risoluzione dei drammi famigliari, qui piuttosto implicazioni sentimentali sepolte da tempo - ricorda un altro film proveniente dallo stesso paese che è “Festen” di Thomas Vinterberg.
Dopo il matrimonio A differenza della citata pellicola, in “Dopo il matrimonio” quella che si respira è un’aria assolutamente positiva.
Alcuni aspetti della narrazione infatti, legati al “sogno” e all’ideale di Jacob, sottolineano la sostanziale incompletezza della sua vita rispetto a quella di una reale famiglia, non ostante le complicazioni del caso qui presentate. Da un certo punto di vista, consideratone anche il finale, questo film può essere inteso come celebrazione del nucleo famigliare.
Questa pellicola inoltre subisce l’influenza del cinema aderente al manifesto Dogme95, ma non ne fa parte.

“Dopo il matrimonio” è in conclusione un film molto interessante per il carico emozionale che riesce a visualizzare ed a trasmettere allo spettatore. Forse più d’interesse il come è stato realizzato piuttosto che la materia trattata, motivazione sufficiente a cercarne la visione.

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