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The Black Dalhia
…una sceneggiatura che probabilmente sarebbe stata perfetta per un serial e che risulta di scarsa riuscita per un film di due ore. Peccato, perché la realizzazione è indubbiamente di buon livello.
Ambiziosi agenti di polizia ex pugili, ex prostitute, ex attrici in cerca di fortuna, famiglie bene: uno stuolo quasi completamente di “ex” fornisce uno spaccato verticale della Los Angeles e della Hollywood di tanto tempo fa, sul quale è costruita l’ultima pellicola firmata da Brian De Palma; è un noir da manuale per quanto riguarda le prime scene questo “The Black Dahlia”: poliziotti duri e dalle maniere spicce, cazzotti e sparatorie che fanno un po’ hard boiled senza pioggia, criminali in giacca e cravatta per arrestare i quali bastano due agenti in borghese.
Il tema del serial killer nella presenza di un pericoloso stupratore e nelle modalità del raccapricciante omicidio di Elizabeth Short (una storia vera), ragazzina in cerca di fama come attrice soprannominata in seguito alla morte “la dalia nera”, stacca da un noir tuttavia spensierato restituendo la pellicola ad una dimensione ed a fobie più contemporanee.
Svuotati come il cadavere della sventurata fanciulla: Hollywood attira giovani in cerca di fama e li distrugge. Hollywood è marcia fin nelle fondamenta (costruite in legno scadente) pare dirci De Palma.
Anzi, tutti sono marci nella Los Angeles sotto l’ombra della “orribile scritta”, insegna degli studios, e chi viene a contatto con questo mondo non può che macchiarsi indelebilmente: poliziotti con un passato non proprio immacolato, impresari, attrici. Forse è proprio questo il limite della pellicola: tutti hanno qualcosa da nascondere che deve per forza essere raccontato, ottenendo una sceneggiatura piuttosto prolissa, soprattutto frammentaria, eccessiva e morbosamente curiosa.
Curiosità che non riesce a suscitare nello spettatore, che piuttosto s’annoia nell’osservare la materia bastante per diversi film analoghi così mal utilizzata.
Nulla da imputare per quanto riguarda la realizzazione: la pellicola è sostenuta dalla recitazione, convincente l’interpretazione di tutti gli attori, e dall’abilità di chi ne ha curato la realizzazione. Belli i colori che evocano alla bisogna il bianco e nero (o meglio, giallo e nero) senza ricorrervi.
Una somiglianza per quanto riguarda l’intreccio e l’intento: Twin Peaks di David Lynch, che dalla sua aveva l’essere una serie per la TV in diversi episodi e quindi molto più tempo per occuparsi degli scheletri riposti nell’armadio di ogni singolo personaggio.
“The Black Dhalia” è una pellicola piuttosto eterogenea nell’intreccio, che racconta disparate cose con un comune tema di sfondo, tramite una sceneggiatura che probabilmente sarebbe stata perfetta per un serial e che risulta di scarsa riuscita per un film di due ore. Peccato, perché la realizzazione è indubbiamente di buon livello.
Una curiosità, vedendo le prime sequenze di questo film, è stato notare l’assenza di super eroi, ormai in gran numero anche al cinema, nel brodo di coltura dal quale son nati.
voto: 5,5
“The Black Dahlia” di Brian De Palma - USA 2006 - Interpreti: Josh Hartnett, Scarlett Johansson, Aaron Eckhart, Hilary Swank, Mia Kirshner, Mike Starr, Fiona Shaw, Patrick Fischler, James Otis, John Kavanagh, Troy Evans, Anthony Russell, Pepe Serna, Angus MacInnes, Rachel Miner.