Serenity:…Tiene dei bei tempi attivi, quasi tutto impuntato su scene energetiche e dinamiche, sono rarissimi i punti smorti e scene in cui non appare almeno un pistolone…
Se vi trovate nello spazio più profondo, nel quale scorrazzano navi galattiche dell’alleanza (presente in ogni saga spaziale) e di cannibali che ricordano tantissimo gli indemognati di Fantasmi da Marte, i soli spazio-porti in cui sbarcate hanno un certo sentore bladeruniano, ma più sciatto, e gli unici bar galattici che visitate vi danno un certo senso di dejou-voux anche se non vi è nessuna orchestrina con strumenti a fiato, vuol dire che siete i membri dell’equipaggio di una navetta cadente dalla forma di pollo-arrosto con arancia che potrebbe passare per il millenium falco rottamato o peggio ancora, vuol dire che state davanti a uno schermo pronti a ingurgitarvi questa nuova avventura spaziale dal titolo: Serenity, che guarda caso è anche il nome della navetta cadente a forma di pollo-arrosto con arancia.
Saltando la parte delle baggianate, ovvero tutti gli obiettivi morali del film, le scenette e frasette semplici fatte per spiegare concetti difficili come l’amore, la morte, il colonialismo, le guerre (qui presentate esattamente come in una puntata di Buffy, apparendo oltre che sconcertanti pure grottesche) saltando, dicevo, questa parte passerei a parlare di qualcosa di più interessante: i personaggi del film.
In tutti i film vi è un bilanciamento tra sostegni, mi spiego: la tempistica, la scorrevolezza del film è data dall’alternarsi tra scene/storia e capacità interpretativa, che nei casi più impegnativi si vanno a fondere tra loro, in poche parole il film è tenuto su da attori e trama. In Serenity tutto il peso è scaricato sugli attori e credo non volontariamente. La cosa sorprendente è che questi ultimi (probabilmente dopo una bella serie di flessioni) riescono a trasportarlo vivacemente sulle loro spalle (quindi due bei pollicioni in su per gli attori), forse favoriti dal fatto che per loro non è assolutamente una nuova avventura( sia come trama che come lavoro in gruppo) poiché il film è tratto da una serie televisiva (FireFly) nel quale il cast è identico.
Partendo dall’inizio: immaginatevi un futuro spazio-coloniale, in cui l’alleanza, che prima finanziò i viaggi per la colonizzazione e il terraforming d’estremi e inabitabili pianeti, ora tenti di soggiogare segretamente e viscidamente ogni singolo pianeta (in pratica rappresenta il governo imperiale di turno), in più questo spazio è razziato continuamente da degli strani predoni che si nutrono di carne umana e comunicano solo urlando, apparsi all’improvviso e dalla provenienza ignota (dio mio, sono identici agli umani posseduti dagli alieni in Fantasmi da Marte, giuro; hanno anche lo stesso stilista).
Nel mentre l’alleanza, che odia stare con le mani in mano, non manca di far esperimenti su esseri umani per farli diventare medium-berserker dando così l’input per iniziare l’avventura; River, ovvero la ragazzina che appare sulla locandina in posa plastica e armata di coltellacci, è stata trasformata in medium-berserker dall’alleanza e viene liberata dal laboratorio super sorvegliato (il capo della sicurezza deve essere topolino) dal fratellino spacciatosi per amministratore delegato dell’alleanza (si presenta da solo e nessuno gli chiede un documento), celando la sua identità di medico di bordo della serenity. Così iniziò tutto.
Da qui in poi è un porpurì di personaggi, uno messo peggio dell’altro compresi quelli che hanno una comparsa minima nel film, e che tralascerò per questioni di voglia e per evitare di raccontarvi tutto il film: se no che lo guardate a fare!
Il capitano della serenity, Mal, non è nient’altro che un Han Solo un po’ sciatto e con un po’ meno stile da rozzo contrabbandiere ma per il resto completamente identico identico (da notare come la legge per cui il cane sia uguale al suo padrone e viceversa, si possa perfettamente applicare ad astronave e suo capitano).
Il pilota, Wash, (il più bilanciato del gruppo…quando non pilota) alla console di comando pensa di essere una foglia mossa dal vento: una foglia?…mossa dal vento?…nello spazio! La cosa incredibile è che è l’unico del gruppo a morire e con queste parole sulle labbra, ciò dimostra che stare tanto nello spazio non fa bene, e che come lavoro il pilota è sconveniente, visto che ci rimettono sempre le gonadi.
Il navigatore, nonché comandante in seconda, Zoe, ha la particolarità di essere la moglie del pilota e nulla più, eccezione fatta per uno spiccato senso cinico, che non fa mai male.
Il demolitore, Jayne, è il tipico personaggio tutto muscoli, granate e iperattività ormonale con un quoziente intellettivo di un gasteropode.
Il meccanico di bordo, Kaylee, che con River è la topina più topina presente sulla navicella, è tutta tubi e desideri sessuali repressi, la voglia di riuscire a fare sesso almeno una volta nella sua vita le permette di sopravvivere a scontri spaziali e non violentissimi (visto, avere un fine da perseguire aiuta a prevaricare le avversità).Il suo sogno erotico ricorrente è Simon, fratellino di river, che però è troppo occupato a fare il fratellone protettivo e il medico di bordo per rendersene conto. Rinsanisce verso la fine del film, in cui si rende conto d’essere uomo e avere un’erezione mattutina regolare. I due si avvinghiano nell’estasi propria dell’idillio dell’amore, tra un motore a combustione appena ingrasso e cavi; River li guarda incuriosita dall’alto.
Ed ora ecco i due personaggi più geniali del film: River la nostra bella medium-berserker per quasi tutto il film non fa altro che fare la parte dell’allucinata in botta da oppio, và in freanzy per, solo, un totale di tre volte e solo in una ammazza i cattivi. Nella prima devasta un locale e i suoi avventori per colpa di una pubblicità sul polpo sushi, nella seconda pesta per bene il demolitore e il fratellone e nell’ultima i predoni sbavanti a colpi di maceti interstellari, probabilmente rubati a Daitarn III.
Poi…appare lui…l’uomo dell’alleanza, l’operativo, che caratterialmente ha un nonsochè che si trasporta tra il bobafittiano e l’essere un prete mancato, o meglio un crociato mancato. Cattivone di turno che gira per lo spazio in tutina e katana, e con una fatality alla mortal kombat che fa invidia anche a Kenshiro (Hokuto no ken).
La sua fine è decisamente bobafittiana, la sua fatality (colpo perfezionato del dottor Spock) infatti, funziona su tutti, tranne che sul nostro bel capitano perché insensibile e quindi lo frega. hahaha!
In generale non si può dire che sia un brutto film, anzi è a tratti molto divertente e ha ottime scene d’azione, o meglio si è visto molto molto peggio di questi tempi. Tiene dei bei tempi attivi, quasi tutto impuntato su scene energetiche e dinamiche, sono rarissimi i punti smorti e scene in cui non appare almeno un pistolone. Agli amanti del genere sono sicuro che la visione risulta interessante e per chi non è amante del genere sono sicuro che la visione apparirà divertente.
Voto:6
“Serenity” di Joss Whedon - USA 2005 - Interpreti:Nathan Fillion. Gina Torres, Alan Tudyk, Morena Baccarin, Adam Baldwin, Jewel Staite, Sean Maher, Summer Glau, Ron Glass, Chiwetel Ejiofor, David Krumholtz, Michael Hitchcock, Sarah Paulson, Yan Feldman, Rafael Feldman