letteratura recensioni
Licia Troisi - Cronache del mondo emerso - Nihal della Terra del Vento

Nihal della terra del vento

Un insieme di cliché del manga di combattimento, fantasy e non, cuciti assieme in una storia incentrata unicamente sulla protagonista.
Il romanzo è scritto con uno stile eccessivamente semplicistico, spesso addirittura banale; talvolta l’autrice utilizza una serie di luoghi comuni a mo di metafora e scivola su cacofonie sfuggite all’editor.

Sembra di leggere la sceneggiatura di un fumetto giapponese basato sul combattimento.
Riferimenti a “Nausicaa della valle del vento”, senza la profondità del lavoro di Miyazaki ed evidenti riferimenti a Berserk; Nihal è una sorta di “guerriero nero” un po’ “Battle angel Alita”, perseguitata dalle voci dei morti che esigono essere vendicati. Tuttavia il fantasy de “Cronache del mondo emerso” è ben più convenzionale di quello di Miura.

Il tema di fondo è un’idea di pace molto semplice e utopistica.
Naturalmente il cattivo arriva dalla Terra della Notte, guida un esercito nero composto di creature ottenute con la magia, capitanato da cavalieri neri su draghi neri e cerca la distruzione totale senza alcun motivo apparente. Malvagio per contratto, sperando che nei volumi successivi l’autrice spieghi cosa guida le sue azioni.

Si legge in questo romanzo di turbamenti e batticuori adolescenziali in scene da shoujo manga, con protagoniste esili ragazzine forti come Conan nello stereotipo tutto giapponese che le vede in grado di maneggiare enormi spadoni e sfondare muri con magli da fabbro, ma incapaci di cucinare.
Nihal fa parte della categoria dei guerrieri che combattono ad occhi chiusi per “percepire l’avversario” con l’udito. Guerriera fortissima, riesce a battere ancora ragazzina una decina dei cavalieri più forti senza apparenti difficoltà, però piagnucola nel bel mezzo di un combattimento per la propria vita senza che questo influisca minimamente.
Il Generale dei Cavalieri di Drago (è una località?) è conciato in maniera ridicola, tipica di uno shoujo manga semiserio di ambientazione fantasy. Del resto è a capo di un ridicolo esercito che perdona senza conseguenze gravi una ragazzina capricciosa che diserta, non segue gli ordini e fa di testa sua rischiando di mandare a monte un’intera battaglia!
Si capisce che il protagonista sia importante ai fini della trama. I personaggi tuttavia sembrano adottare un’inspiegabile trattamento di favore gistificabile unicamente per via della posizione di Nihal nel cast.
Curioso poi come un’infatuazione adolescenziale finita nel modo peggiore segni il personaggio più della morte di un familiare.

Leggendo oltre ci si imbatte in buffi lupi che combattono fino alla morte come nelle peggiori partite di qualsiasi gioco di ruolo, cavalli che accorrono come cani quando chiamati e draghi che si comportano come i cavalli dei film.
Nulla di che confronto a colpi di stato compiuti con il sorriso da multietnici Romeo re e Giulietta plebea, con buona pace della regina vera che non dice nulla, ed a pregiudizi negati come se nulla fosse in un esperimento di convivenza tanto forzato ed estemporaneo che sembrerebbe foriero di sventura. Sogno di pace adolescenziale con tutti a vivere insieme in un unico calderone non ostante le palesi diversità.
Inoltre, si legge di nuovi Re discendenti di macellai che, improvvisamente e senza alcuna conseguenza, riportano una situazione finalmente di pace, costruita sul sangue ma sempre pace, allo stato precedente. Con la differenza che tutti diventano improvvisamente convinti pacifisti, democratici, si dimettono senza proferir parola e indicono elezioni. Talvolta questo romanzo è di un’ingenuità disarmante.

L’autrice ha qualche problema a concepire il tempo che ci metterebbe un esercito in marcia a coprire la distanza descritta. Da come si legge “l’esercito nero” dovrebbe essere composto da fanteria meccanizzata, possibilmente dotata di mezzi in qualche modo levitanti sul terreno per impiegare meno di mezz’ora a coprire svariate decine di chilometri.
Del resto il lettore ha qualche difficoltà a capire perché il cattivo di turno si senta in dovere di radere al suolo paesi sostanzialmente annessi e privi di qualsivoglia forza armata. Anzi, paesi che hanno i propri soldati al servizio del potente vicino.
Questo senza che summenzionato esercito provochi disordini alla notizia del dissennato e gratuito annientamento della propria patria.

Un insieme di cliché del manga di combattimento, fantasy e non, cuciti assieme in una storia incentrata unicamente sulla protagonista.
Il romanzo è scritto con uno stile eccessivamente semplicistico, spesso addirittura banale; talvolta l’autrice utilizza una serie di luoghi comuni a mo’ di metafora e scivola su cacofonie sfuggite all’editor.

voto: 4.5

“Nihal della Terra del Vento “ di Licia Troisi, primo volume della trilogia “Cronache del mondo emerso”, è pubblicata in Italia da Mondadori.

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