
…l’intrinseca noiosità della pellicola non fa addormentare perché lo
spettatore si trova impegnato ad immaginare quando e come il regista tenterà il prossimo attacco alle sue coronarie.
Attacco che nel dormiveglia potrebbe essere letale per chiunque.
Come era lecito aspettarsi, dopo un buon risultato al botteghino, dopo l’invasione delle copie originali del film giapponese, ecco spuntare l’atteso (ma dove?! ndr) seguito del famigerato “The Ring”.
In questa nuova puntata ritroviamo la protagonista col figlio inquietante al seguito trasferiti in una piccola e tranquilla città di campagna, per sfuggire agli effetti nefasti del traffico, alle code nei supermercati e a piccole bambine morte.
Inutile dire come ogni tentativo sarà vano, e come l’allegra famigliola, sarà di nuovo alle prese con lo spettro mai domo di Samara.
Come nel primo episodio, anche in questo la storia si muove facendo leva su alcune delle paure
più diffuse nella moderna società americana: di soffocare, di annegare, di rimanere rinchiusi in un pozzo, di spezzarsi le unghie.
Il problema è che soffre della tragica sindrome da sequel, cosa che dovrebbe spingere tutti
quanti a non guardare più sequel e di conseguenza, a non produrli più.
A parte un paio di belle scene, e corrispettivi salti sulla poltrona, non si registra molto di notevole in questa pellicola.
La trama è sufficientemente scontata e ripetitiva nei confronti del primo capitolo. Tra tutte le analogie spunta all’occhio l’adozione del trucco del “finto finale”, illudendo lo spettatore di potersi rilassare sulla poltrona, per poi farlo ricadere in stato di suspance.
Se questo piccolo espediente aveva funzionato piuttosto bene nel primo capitolo (perlomeno, a me era piaciuto) in questo serve solo per il “colpo di scena” finale che risulta però essere decisamente all’acqua di rose.
Il film di per sé si lascia guardare, l’intrinseca noiosità della pellicola non fa addormentare perché lo spettatore si trova impegnato ad immaginare quando e come il regista tenterà il prossimo attacco alle sue coronarie.
Attacco che nel dormiveglia potrebbe essere letale per chiunque.
Sostanzialmente, il film punta più sull’istinto di auto conservazione di ciascuno di noi per non farci addormentare, che non sulla sua bellezza.
voto: 5
“The Ring 2″ di Hideo Nakata - USA 2004 - Cast: Naomi Watts, David Dorfman, Daveigh Chase, Simon Baker, Emily VanCamp, Sissy Spacek.