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Birth - Io sono Sean

…il film non dice niente non da niente se non un giramento di marroni glassati e pralinati notoriamente fastidioso.
Il fatto di essere stato presentato da tutto il tran tran pubblicitario come il nuovo successo sull’occulto dopo The Others, ha attirato nelle sale un discreto numero di persone, per poi ignobilmente deluderle.
L’aspettativa di assistere a un elaborato psychofilm, fatto di oppressione e spasmi mentali sapientemente mescolati con un pizzico di paranormale per condire il tutto svanisce dopo i primi dieci minuti, per alcuni addirittura subito dopo la prima battuta.
Tutto quello che rimane del film è un’accozzaglia d’immagini sapientemente mal distribuite e un sacco di inquadrature di basso livello.
Ciò che dovrebbe trasferire nello spettatore tensione e curiosità, non risulta essere altro che una storia noiosa nei cui tratti tragici crea stupefazione per l’idiozia.
Bambini che vanno in giro a dire di essere gente morta e gente che gli crede; qui siamo già in piena fantascienza, poiché in qualsiasi altra situazione una donna che sta per sposarsi, ma anche un qualsiasi adulto dalla trentina d’anni in su e non solo, se ne sarebbe altamente fregato di quello che dice un bambino sconosciuto dallo sguardo psicopatico e con segni di squilibrio mentale.
Il bimbo nel film riesce a farsi passare veramente per il cadavere, e convince la bella protagonista praticamente a sposarlo, si baciano, fanno il bagno insieme, poi lei gli rifà il letto e gli rimbocca le coperte (il nano ha proprio tutti i vantaggi).
Ma il lieto fine viene rovinato dall’arrivo dell’amante del cadavere, che fa rinsavire il piccolo, il quale finalmente si convince di non essere più il cadavere ma un bimbo con qualche problema (giusto in tempo visto che la dolce futura mogliettina poc’anzi stava elaborando un piano per fuggire con lui), che con totale nonçalance (come cazzo si scrive non scialans????? senza scialans ndpark ave) confida alla donna a cui ha rovinato la vita di non essere quello che sosteneva di essere fino a tre minuti prima e torna a casa dalla mamma.
Grazie al bimbo il mondo ha guadagnata una nuova donna con forti depressioni maniacali e una lacerante ferita emotiva che si porterà dietro per tutta la vita. Punto.
Praticamente il film non dice niente non da niente se non un giramento di marroni glassati e pralinati notoriamente fastidioso.
Soprassedendo sulle prestazioni degli attori che giudicherò solo quando decideranno seriamente che tipo di film è, se un psycho-occulto-thriller, o una geniale commedia maniacale depressiva, le inquadrature sono obbriobriose e statiche, ferme e imbambolate come il film intero, solo in due scene si fa un uso sapiente dell’inquadratura. Musiche…ma c’è una colonna sonora…??!.
In poche parole direi che questo film è lapalissianamente evitabile, si può trovare di meglio..di molto meglio.
voto: 4
“Birth - Io sono Sean” di Jonathan Glazer - USA 2004 - Cast: Nicole Kidman, Lauren Bacall, Anne Heche, Danny Huston, Cameron Bright, Arliss Howard.