fumetti
recensioni
Alan Moore et. al. - La lega degli straordinari gentlemen vol.2

Questo fumetto si può riassumere in: aver scomodato personaggi della letteratura classica, popolare e non, per realizzare un ennesimo attacco feroce, tinto d’isteria e ossessione, verso la società della politically correctness e verso i personaggi “rei” di essere l’incarnazione di tale concetto. Patetico.
Tornano gli X-Men vittoriani di Moore (senza monologo interiore) in un nuovo capitolo de “La lega dei fantastici Gentlemen”.
Nuove vittime della vena creativa dell’autore inglese sono, tra i più riconoscibili, i marziani del povero H.G. Wells, il John Carter di Edgar Rice Burroughts, rispettivamente uno scrittore e un personaggio che meriterebbero sicuramente più rispetto.
Perchè Moore piega ai suoi scopi le idee originarie conservandone la mera icona, tanto che ci si chiede perchè si sia sentito in dovere di scomodare i personaggi in nome, carta e inchiostro se non per convenienza con l’arroganza di chi ormai può fare ciò che gli pare.
Dopo la Pollyanna non metaforicamente stuprata del primo volume, continua lo stupro dei personaggi metaforico e non presi in prestito dai colleghi del passato, che tanto sono morti e non possono dire più nulla, in un bizzarro processo (volontario?) di demolizione delle icone di un tempo non più icone attuali se non per qualche aspetto.
Un po’ come poter viaggiare nel tempo per uccidere il nonno di Topolino per voler ridicolizzare in qualche modo il roditore perbenista.
Fumetto confezionato con la solita perizia che mostra l’esperienza e l’abilità nella gestione del linguaggio fumetto di Moore, che tuttavia è ormai accademismo senza alcun pregio, con qualche caduta di stile nei dialoghi che talvolta sembrano partoriti da noti scrittori che hanno lavorato per la Marvel, in questo secondo volume che abbandona le note di spensieratezza e di cinismo divertito del primo capitolo.
La connotazione politica a base d’invasioni e guerre è più forte del volume precedente, con accuse più o meno velate di neo colonialismo per le quali la scelta dei marziani di Wells risulta azzeccata.
Confermato che le considerazioni e le riflessioni di Moore non riescono ad andare più in profondità dell’attualità militante da centro sociale o da bar sport.
Cambiamenti nei piuttosto monolitici personaggi, dei quali il primo capitolo nulla lasciava presagire, meno spensierate le atmosfere, e qualche piccola correzione che fa subodorare una lettura da parte dell’autore inglese di qualcuno dei libri degli autori ai quali si è divertito a rubare i personaggi.
Impronta tipica di Moore, presente anche in questo fumetto, una ricerca della crudezza e di situazioni squallide che sa di gratuità e di volontà di turbare o colpire a tutti i costi in qualche modo il lettore.
Colpisce e stupisce piuttosto l’ironia d’ordinanza e ormai vuota verso una politically correctness che ha abbandonato il fumetto ormai da tempo e che non ne ha mai fatto parte per intero, contro la quale lo scrittore si scaglia con un’isteria che fa pensare; si allinea con quella massa infinita di fumetti che fanno della scorrettezza politica cool la loro bandiera per convenienza e per venire incontro al gusto del pubblico.
E poi? Gli animali antropomorfi brutti e cattivi? Anche questa è ormai accademia, i tempi di Fritz il gatto sono passati da un pezzo.
Moore contunua a battere la testa nella stessa direzione, da decenni.
In appendice riportato la mole di materiale che “il nostro” non è riuscito fortunatamente ad utilizzare per partorire questo topolino, con la speranza che sia scesa la parola fine sulla serie.
Questo fumetto si può riassumere in: aver scomodato personaggi della letteratura classica, popolare e non, per realizzare un ennesimo attacco feroce, tinto d’isteria e ossessione, verso la società della politically correctness e verso i personaggi “rei” di essere l’incarnazione di tale concetto. Patetico.
Un consiglio: rileggere “La guerra dei mondi” di Wells e lasciar perdere questa piecé pretenziosa.
E rileggersi il Ranxerox di Tamburini Liberatore, scritto vent’anni fa, recentemente ristampato in un’edizione cartonata con un prezzo equivalente a quello di questo mediocre volume.
voto: 4.5
La lega degli straordinari gentleman vol.2 di Alan Moore è pubblicato in Italia da Magic press. L’edizione in lingua inglese è edita da DC Comics nella collana American’s best comics.