fumetti
recensioni
Suehiro Maruo - Notte putrescente - Yume no Q - Saku

I racconti contenuti in “Notte putrescente” costituiscono un viaggio allucinante nelle paure e nelle insicurezze che attraversavano e attraversano la società, guardate attraverso una potente lente distorcente.
Maruo utilizza come arma i modi del surrealismo, accoppiando immagini e temi che non hanno alcuna relazione tra di loro e non trovano posto nel contesto nel quale sono posti, creando un effetto fortemente disturbante, richiamando spesso al sogno e all’incubo, utilizzando una narrativa che trova maggiore affinità con il linguaggio della poesia che quello della prosa.
“Yume no Q - Saku”, questo è il titolo originale della raccolta, presenta una serie di racconti pubblicati tra il 1981 e il 1982 sulle riviste: “Alan”, “June”, “Manga Pirana”, “Manga SM fan”, “Manga dokkiri gou”, “Manga eros”, “Manga select”.
Il genere al quale appartengono questi racconti, che sfuggono sia all’horror che al semplice erotico è “eroguro”, contrazione di “erotique grotesque”.
Corruzione e decadimento sotto la patina perfetta delle immagini e le icone comunicanti i valori immacolati di una società tradizionalista, come lo strisciare di un insetto molesto e invisibile.
Maruo vuole farci sentire come il maestro del primo racconto: “Il maestro di scuola”, vittima di un malessere indefinibile e strisciante, che scopre i suoi studenti vittima non di un rassicurante e usuale taglieggiatore ma del fascino ambiguo e pericoloso di un ragazzo trapezista. Fascino del quale, febbricitante, cadrà anch’egli vittima.
Con una narrazione tra il sogno, l’incubo, e la poesia si consumano efferati omicidi e pratiche sessuali morbose, ferite mortali si aprono come sessi femminili sui corpi delle vittime. La narrazione procede in un crescendo di efferatezza seguendo il filo sottile del desiderio.
Il modello è quello de: “Le 120 giornate di Sodoma” del famigerato D.A.F. De Sade, guidati da un pifferaio magico che rapisce i ragazzi e che li manda in estasi spargendo urina.
O da un’oscena perversione dello stesso ed estrema sublimazione del desiderio, “Il ragazzo vergine”, che con il suo pene, spargendo urina afrodisiaca, rapisce ragazze
in marinaretta che dà in pasto a sifilitici in una cadente casa dove è allestita una società carceraria.
Disdegnando la lezione di Tezuka, Maruo si rifà a forme di narrazione per immagini più vecchie del manga.
Con un obbiettivo ben preciso: la sistematica demolizione dei temi e dei valori che tali generi comunicavano e delle icone che tali generi utilizzavano.
Valori e icone che sono alla base della società tradizionale e che vengono sovvertiti in un’amplificazione perversa della reale mutazione che la società giapponese ha subito e sta subendo.
Vittime predilette dall’autore sono lo studente e la studentessa in uniforme, che da simbolo di purezza e dedizione diventano oggetto di morboso desiderio sessuale, la ragazzina in marinaretta, o un ben poco rassicurante simbolo di follia latente e perniciosa.
La ragazzina bambola de: “L’ospedale dell’eclissi lunare”, immobile per qualche non precisata malattia o ferita, usata come oggetto di piacere dal medico responsabile della sua salvezza, o della sua condizione, uccisa in un orrendo amplesso.
Uomini che possono avere rapporti solo con simulacri di donna, uomini incapaci di relazionarsi con l’altro sesso, più emancipato e meno arrendevole, e donne che non ne vogliono sapere di conformarsi al ruolo, limitante, imposto dalla società, sublimati nell’orrore puro e nella follia omicida.
Oppure la gioventù di buona famiglia. come in “Come cucinare la zuppa di cacca”, dove tre giovani di supposti “sani principi” si abbandonano a pratiche ampiamente descritte dal marchese De Sade.
L’occhio diventa metafora del sesso femminile e disturbante oggetto di attenzioni sessuali ricorrente nel fumetto di Maruo, in grado di svegliare anche chi sonnecchia addormentato dalla pornografia e dallo stillicidio di sesso.
Neppure la famiglia è risparmiata, dove le pulsioni edipiche sono accentuate fino all’omicidio o alla mutilazione. In “Sentaro l’onanista”, introdotta come una storia di fantasmi, i rapporti famigliari vengono fortemente pervertiti.
L’ufficiale dell’esercito che uccide con la spada la cameriera vestita alla marinaretta di è un chiaro riferimento alla stampa, riportata dallo stesso Maruo, nella quale un samurai adirato per l’offesa alla sua virilità inflitta dalle parole di una ragazza, la uccide.
Anche in questo caso il significato originario è sovvertito.
Il fallo del samurai è caduto sotto le cesoie della censura, l’accusa di assenza di virilità, originariamente vanificata dall’immagine, è certezza.
Rimane solo la perversione dell’osceno ufficiale e padre, già latente nell’originale. Ugualmente importanti se non più importanti degli altri, i personaggi che guardano, dal maestro di scuola ai molti altri che compaiono nelle pagine di quest’opera.
I racconti contenuti in “Notte putrescente” costituiscono un viaggio allucinante nelle paure e nelle insicurezza che attraversavano e attraversano la società, guardate attraverso una potente lente distorcente.
Maruo utilizza come arma i modi del surrealismo, accoppiando immagini e temi che non hanno alcuna relazione tra di loro e non trovano posto nel contesto nel quale sono posti, creando un effetto fortemente disturbante, richiamando spesso al sogno e all’incubo, utilizzando una narrativa che trova maggiore affinità con il linguaggio della poesia che quello della prosa.
La cosa più disturbante della lettura di “Notte putrescente”, è che ci si scopre tra la nutrita schiera dei suoi attori.
Anche il lettore, voyeur che osserva: indifferente, divertito, schifato, turbato o scandalizzato che sia, è personaggio del fumetto di Maruo.
Avvertenza: il fumetto di Maruo, pur non essendo più violento di altri manga, ha tuttavia una carica di efferatezza e perversione che turberebbe sicuramente gli animi più sensibili.
Il modello è il Marchese De Sade, il lettore ne sia consapevole quando si appresta alla lettura di tale opera.
Inutile dire che si tratta, sia per i contenuti sia, soprattutto, per il modo nel quale sono trasmessi al lettore, di fumetto per un pubblico di soli adulti.
voto: 9
Notte putrescente - Yume no Q - Saku di Suehiro Maruo è pubblicato in Italia da Coconino Press nella collana Manga Fantastico. Le edizioni giapponesi sono state due: la prima del 1982, seguita da una ristampa nel 2000.