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La mala educación

…la costruzione regge e appare piuttosto affascinante. Inoltre l’interpretazione degli attori è veramente notevole. Tuttavia pare pretestuoso il tema che fa da motore a questo castello di carte ben riuscito che in fondo ha ben poco da dire.
Una miscela tra un noir gay e una finzione di ricordi d’infanzia estremamente traumatici.
Almodóvar pare prenderci in giro fin dalla sigla, adatta forse a qualche horror trash anni settanta, proseguendo con scene da thriller nel collegio, in bagno, dove padre Nicholson bracca i due bambini protagonisti, novelli amanti.
Proseguendo per la sequenza da telefilm poliziesco, con l’investigatore/regista Enrique all’opera, fino al finale megatrash condito da battute da film di serie B, dove il Padre Sicario del collegio elimina senza battere ciglio la malcapitata Zahara/Ignazio.
Ma questo è il noir, il film nel film, che si mischia in una girandola di finzione nella finzione condotta da tutti i personaggi: chi professionista della macchina da presa e chi professionista della finzione nella vita.
Sotto tutta questa messa in scena, più o meno spensierata, la verità meno finta di tutte detta a mezza bocca: l’unico assassino è e rimane il religioso che ha per sempre rovinato la vita al bambino che avrebbe dovuto aiutare a crescere, abusandone.
Non c’è nulla di vero sotto tutto questo? Pare di no, non avendo nulla di autobiografico se non qualcosa dei remoti ricordi di collegio del regista, come l’incapacità ad educare dei preti di allora, come molti preti e insegnanti di sempre e nei ricordi più recenti degli anni ‘70, dove qualcosa stava cambiando sul fronte del pregiudizio verso l’omosessualità.
A parte il prete pedofilo realmente esistente/esistito con tanto di nome, cognome, indirizzo.
Il film di Almodóvar dunque cos’è? Un noir nel noir. Gay.
Uno di serie B, dove l’assassino è il prete cattivo.
L’altro, un po’ meno spensierato, dove gli assassini sono una coppia gay formata dall’insospettabile di turno e il prete cattivo, spretato e “cornuto”.
Il risultato è tutto meno che disprezzabile, la costruzione regge e appare piuttosto affascinante. Inoltre l’interpretazione degli attori è veramente notevole.
Tuttavia pare pretestuoso il tema che fa da motore a questo castello di carte ben riuscito che in fondo ha ben poco da dire.
voto: 7
“La mala educación” di Pedro Almodóvar - Spagna 2004 - Cast: Gael Garcia Bernal, Fele Martinez, Daniel Gimenez Cacho, Lluis Homar, Francisco Boira, Javier Camara.