
…è un ottimo film di Yimou travestito da film d’azione, che sfrutta le teatralità e le formule del film di Hong Kong…
Che vergogna. Che vergogna che la distribuzione italiana abbia spacciato un film di Zang Yimou per una di quelle porcherie che di solito hanno bisogno del bollino “Consigliato da Quentin Tarantino” per fare in modo che qualcuno li prenda in considerazione.
Sicuramente l’obbiettivo era di attirare molti spettatori che si aspettavano di vedere una sorta di copia di Kill Bill o tuttalpiù de “La tigre e il dragone”; che si è invece trovato di fronte ad un film d’autore non proprio accessibile ad un pubblico impreparato.
Con il risultato che dopo metà film sono cominciate a sentirsi in sala fastidiose, ignoranti, razziste battute quando il dialogo prevedeva il pronunciare più volte il nome dei due regni avversari, Qui e Chao.
Sì, proprio Zang Yimou. Quello di “Sorgo rosso”, “Lanterne rosse”, “Vivere”, “La strada verso casa”. Lo stesso regista coccolato e vezzeggiato dalla critica italiana per anni, bellamente ignorato, anzi maltrattato, quando ha deciso di dedicarsi al cinema d’azione; prima con questo “Hero” (Ying Xiong), che risale al 2002 e con il quale ha vinto il premio come miglior filma a Berlino 2003, e poi con “House of Flying Daggers” (Shi mian mai fu) nel 2004.
Ambientato nel sanguinoso periodo dell’unificazione della Cina da parte del re di Qui, uno dei sette regni allora presenti, “Hero” è una storia molto semplice con un messaggio che viene suggerito fin dall’inizio: in ogni guerra, gli eroi sono da tutte e due le parti.
Gli stessi episodi vengono raccontati più volte, con l’utilizzo di diversi flashback, ogni volta presentando una verità diversa fino a giungere all’ epilogo, dove eroe è anche chi “non agisce” in nome di un bene più alto.
Evidenti le influenze dal cinema di Kurosawa, da Rashomon all’utilizzo dei colori e la fotografia chiaramente ispirato a Ran, che viene sviluppato ed esteso anche al di fuori delle scene di massa, caratterizzando ogni flashback ripetuto con una tinta diversa, dal rosso del primo al blu dell’ultimo, fino al bianco del drammatico finale.
Con un’ottima fotografia, un utilizzo intelligente e artistico della CG e un’ottima regia, Yimou mostra come sia possibile realizzare un film d’azione dove il ritmo dei combattimenti non è solo scandito dalla colonna sonora, spesso non invasiva a cura dei giapponesi Kodo, bensì da un montaggio impeccabilmente gestito.
Sicuramente all’altezza delle necessità le interpretazioni compreso il monolitico Jet Li, scelto per mostrare risolutezza.
Una spanna sopra tutti gli altri quelle di Maggie Cheung (Neve che vola) e di Tony Leung Chiu Wai (Spada spezzata), particolarmente intense.
Hero è un ottimo film di Yimou travestito da film d’azione, che sfrutta le teatralità e le formule del film di Hong Kong, non un film di serie B travestito da qualcos’altro, come nel caso di quel Kill Bill che si teneva tanto a ricordare.
voto: 7.5
“Hero” di Zhang Yimou - Cina/Hong Kong 2002 - Cast: Tony Leung Chiu Wai, Maggie Cheung, Daoming Chen, Jet Li, Ziyi Zhang, Donnie Yen.