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21 grammi

21 Grammi

…bisogna dare atto al regista di aver trattato non banalmente un argomento banale…

Cosa si può dire di questo film.
Nulla si può dire contro l’ottima regia. Nulla contro l’interpretazione, all’altezza, del cast.
Il montaggio lascia un po’ spiazzati inizialmente ma sorprende piacevolmente; prima di annoiare dopo che ci si accorge che un’ora è passata e Iñárritu ha deciso di montare così tutto quanto.
Si capisce anche perché. Se questo film fosse stato montato in maniera usuale, sarebbe stato distrutto dalla sostanziale, tragica, banalità del tema affrontato: la difficoltà ma la possibilità di riprendere a vivere dopo che una tragedia ci ha colpiti, che viene ripetuto diverse volte anche dagli interpreti e ci viene riassunto nel finale.
Bisogna sicuramente dare atto a Iñárritu di essere riuscito a rendere un tema del genere interessante grazie ad
un espediente rischiosissimo, la frammentarietà del montaggio e quindi anche della narrazione,
che rischiava semplicemente di rendere il film inguardabile e sconclusionato.
Bisogna dare anche atto a Iñárritu di averci narrato una storia con personaggi che crescono e si evolvono, non maturano le decisioni per caso ed improvvisamente ma dopo un duro e lungo travaglio interiore che li porterà sull’orlo del baratro prima di restituirli alla vita irrimediabilmente cambiati, rinati dopo essere morti.
Insomma, bisogna dare atto al regista di aver trattato non banalmente un argomento banale.
Lascia però qualche dubbio e pare un po’ forzata l’azione del personaggio interpretato da Sean Pen che decreta la fine di tutto, il nuovo inizio e segna l’unica scena imprevedibile di un film del quale si era già capito tutto alla fine del primo tempo.
Soprattutto perché tale personaggio non ha mai avuto velleità suicide in precedenza e perché non poteva certo dirsi responsabile della tragedia degli altri due.
Molto probabilmente ha capito che era l’unico a non poter ricostruirsi una vita, e di averlo in sostanza rifiutato rompendo con la donna che l’aveva accudito durante la malattia.
Così facendo ne avrebbe dato la possibilità alla vedova depressa e all’ex galeotto, ex fanatico religioso.
Il rigetto del trapianto potrebbe avvalorare quest’ipotesi, sottolineando una volontà “fisica” di non continuare a vivere.
Ma altre spiegazioni altrettanto calzanti potrebbero essere: l’illuminazione improvvisa con relativo raggiungimento del Nirvana; erano ormai passate due ore e non rimaneva più nulla da narrare per via del montaggio che tende a farti sapere come andranno le cose e quanto rimane ancora da dire.
Insomma, era ora di chiudere il film.

voto: 6.5

21 grammi - 21 grams di Alejandro Gonzales Iñárritu - USA 2003 - Interpreti: Sean Penn, Naomi Watts, Danny Huston, Carly Nahon, Claire Pakis, Benicio Del Toro, Nick Nichols, Charlotte Gainsbourg, John Rubinstein, Eddie Marsan, Antef A. Harris, Melissa Leo, Marc Thomas Musso, Teresa Delgado.

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