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J.K. Rowling - Harry Potter and the Philosopher’s stone - Harry Potter e la Pietra filosofale

Harry potter e la pietra filosofale

…piuttosto ordinario, a meno di non essere nuovi al tema “maghi tra di noi”, con la struttura che ha fatto la sua fortuna ancora abbozzata; tuttavia la Rowling mostra già in questo primo volume le sue abilità di scrittrice, che sollevano questo primo capitolo di Harry Potter dall’anonimato e dalla mediocrità alla quale altrimenti apparterrebbe…

Una sorta di cenerentolo; ci viene presentato così il piccolo Harry Potter, come nella migliore tradizione dei racconti a base di orfanelle e di favole ben più antiche, con tanto di famiglia adottiva “malvagia” e sfruttatrice, matrigna e sorellastra, pardon, fratellastro compresi; il principe azzurro è Hagrid ma tant’è, ad ognuno il suo!
Questo primo e breve volume della fortunatissima saga del piccolo mago dai capelli scarmigliati è più che altro una sorta d’introduzione al mondo magico inventato dalla scrittrice J.K. Rowling; mondo senza dubbio originale nella letteratura per ragazzi occidentale, ma visitato di continuo nel lontano oriente, dove di maghetti,anche se più spesso di streghette, si raccontava già da anni sull’onda del successo del serial americano da noi conosciuto come “Mia moglie è una strega”.
Anche nel fumetto americano il tema era già stato trattato, con quel primo volume del Books of magic scritto da Neil Gaiman dove un occhialuto ragazzino, ignaro di essere il mago più potente di tutti i tempi, viene istruito da una serie di personaggi singolari in quello che sembra una sorta di viaggio iniziatico.
Nel mondo della Rowling convivono maghi e muggles(babbani nell’edizione italiana), ovvero persone senza poteri alcuni; più che di una vera e propria convivenza si dovrebbe parlare di due mondi attigui ed in linea di massima stagni.
Sia maghi che non maghi vivono secondo le loro abitudini, con la propria società, i propri lavori, i propri giochi, la propria valuta ed il proprio governo.
Streghe e stregoni utilizzano la magia per tutto, anche per cose minime come lavare i piatti o spazzare in terra; differenza piuttosto grande dalle produzioni alle quali ho accennato i precedenza, dove la magia viene spesso vista come qualcosa da usare con cautela, in fondo pericolosa soprattutto se abusata.
In conseguenza di questo la magia smette presto di essere “magica” e di stupire, entrando a far
parte della vita comune come un’automobile o un tostapane.
Tuttavia il mondo della Rowling è piuttosto banale e semplice se paragonato, per esempio, con quello più complesso ed ambizioso creato da Philip Pullman nella trilogia “His dark materials”.
Le storie di Harry Potter paiono infatti avere un unico livello di lettura.
Già da questo primo volume si vede l’impostazione da “giallo” che la Rowling tende a dare ai suoi libri.
Esaurita la presentazione del mondo magico nel quale saranno ambientate le avventure di Harry, formato il trio di piccoli investigatori, si legge un assaggio di quello che sarà meglio sviluppato nei libri dopo.
Misteri e investigazione mischiati alla vita scolastica ed alle imprese sportive che culmina nelle spiegazioni finali di Albus Dumbledore (Albus Silente), in questo caso ancora in forma
piuttosto frammentaria, seppur nessun filo narrativo venga introdotto a caso e poi dimenticato.
Libro piuttosto ordinario, a meno di non essere nuovi al tema “maghi tra di noi”, con la struttura che ha fatto la sua fortuna ancora abbozzata; tuttavia la Rowling mostra già in questo primo volume le sue abilità di scrittrice, che sollevano questo primo capitolo di Harry Potter dall’anonimato e dalla mediocrità alla quale altrimenti apparterrebbe.
Si nota però anche la fastidiosa tendenza dell’autrice a raddrizzare finali e situazioni senza uscita tramite , “deus ex machina”, abitudine che sarà molto più evidente e fastidiosa nei due capitoli successivi.

voto: 6

“Harry Potter and the Philosopher’s stone” di J.K. Rowling è pubblicato nel Regno Unito in diversi formati da Bloomsbury nella collana Children’s Books. L’edizione italiana è ad opera dell’editore Salani

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