cinema recensioni
Princess Blade - Shuratsukihime

Shuratsukihime

…a meno di non essere fan sfegatati di Yumiko Shaku, meno ancora convincente come guerriera della Thurman in KillBill, conviene lasciar perdere e guardare altrove…

L’assassina (la vergine) ed il terrorista. Lei facente parte di una potentissima setta che ricorda vagamente la scuola di Hokuto se non altro per l’analoga situazione “storica”.
Lui pedina di un’organizzazione dagli oscuri scopi, oscuri perché non viene ne fatto accenno alcuno per tutta la durata del film.
Questa pellicola, a parte alcuni dialoghi che affrontano l’annoso tema dello “scopo per cui combattere” ed espongono, per l’ennesima volta, l’intrinseca solitudine del guerriero, offre una serie di combattimenti montati su una storia di vendetta, fuga dalle proprie origini e scoperta dell’amore.
Combattimenti che appaiono avvicinarsi, più che allo stile del cinema di Hong Kong dal quale proviene il coreografo o allo stile dei samurai movie, a quello dei fumetti, dal quale, del resto, il film è tratto.
Coreografati talvolta benino, talvolta coi piedi, talvolta con altre parti anatomiche, il passaggio dalla carta alla pellicola e l’utilizzo di idol invece che atleti ha reso alcune sequenze dei combattimenti incomprensibili.
Tanto incomprensibili che probabilmente non ci hanno capito nulla, oltre allo spettatore, né il coreografo, né l’attore/attrice che, mostrando un’espressione piuttosto interdetta, soccombe.
Shurayukihime è definito un film d’azione/fantascienza ma l’unica cosa che suggerisca che l’ambientazione sia fantascientifica è una scena in cui appare una sorta di arcologia Gibsoniana; scena dal sapore Oshiiano di durata infinitesimale.
Per il resto, zone industriali d’oltrecortina, reliquie d’iconografia sovietica e alcuni futuribili treni ad alta velocità in CG in un futuro post catastrofe ecologica, post quello che volete, che pare poco futuro. L’alienazione più che temporale sembra limitarsi ad essere spaziale.
In particolare due i momenti non volutamente buffi o sconcertanti: la carica nella sequenza poco dopo i titoli di testa, che fa il paio con quella di Lancillotto in “Monty Python and the Holy Grail”; con la differenza che nel film del gruppo inglese l’effetto ottenuto è statoquello voluto dagli autori.
La fuga della protagonista in una foresta che pare spuntata dal nulla, visto che si era introdotta ed intrattenuta poco prima in un edificio circondato dalla desolazione.
Che il lungo discorso ed il seguente combattimento siano durati tanto da permettere alla vegetazione di germogliare e crescere rigogliosa?
Come in quasi ogni adattamento, soprattutto nel caso di opere lunghe, molto sarà andato perso nel passaggio di media, dal fumetto di Koike/Kimimura al cinema.
Ma senza dubbio, a meno di non essere fan sfegatati di Yumiko Shaku, meno ancora convincente come guerriera della Thurman in Kill Bill, conviene lasciar perdere e guardare altrove.

voto: 5

Princess Blade - Shuratsukihime di Shinsuke Sato - Giappone 2001 - Interpreti: Hideaki Ito, Yumiko Shaku, Shiro Sano.
Il film è edito in Italia da Dynamic Xtreme nel solo formato DVD.

Non è possibile commentare.