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recensioni
Alessandro Barbucci, Barbara Canepa - Sky Doll voll.1-2

…è un buon fumetto, tecnicamente ottimo, che muove accuse pesanti, assolutamente impegnative per i due bravi autori; mi auguro che nel prosieguo la storia riesca a sostenerle senza scadere.
Dio è il gestore dell’autolavaggio Heaven, nel quale lavorano sintobambole di piacere tra le quali la protagonista Noa.
Comincia a spron battente il primo fumetto del duo Barbucci Canepa non prodotto sotto l’ala oppressiva della Disney Italia, mettendo subito in chiaro il tono che avrà la narrazione nonché l’ottimo lavoro svolto dagli autori.
Skydoll è un insieme di fantascienza, ormai della più classica, con fonti che vanno da Blade Runner a 2001 odissea nello spazio e Duglas Adams con una spruzzata di Barbarella e psichedelia anni settanta che la stacca un po’ dalla massa, fusa inscindibilmente con una sorta di fantareligione.
In fondo è proprio di fantareligione che tratta il fumetto; costruita sulla chiesa cattolica, con il lato rituale ridotto a mercimonio a coprire il vuoto spirituale più estremo.
Apparizioni della papessa trattate come spettacoli televisivi, con lacrime di sangue e finte stigmate, fuoco divino che scaturisce dai palmi delle mani e “trasfigura” i fedeli in preghiera, ingressi gestiti da arcigne guardie come se fosse una discoteca o un concerto.
Il tutto gestito da uno studio di regia affatto televisivo e diretto dal “miracolatore”, sorta di Gesù Cristo con i dread che trama alle spalle del papato.
La chiesa di Sky doll si comporta come un’emittente televisiva attenta allo share, quindi al potere e al denaro.
Non è difficile leggervi riferimenti alla “religione spettacolo” fatta di madonne piangenti e dello sfruttamento dell’immagine dei santi come quella di attori del cinema; gli autori parrebbero essere più ambiziosi, criticando in modo non troppo velato un supposto sfruttamento dei “trucchi” del personaggio di cui sopra.
Non mancano anche critiche e bastonature per le “religioni new age”.
La cosiddetta “Aqua Era” predicate dalle abitanti del pianeta lesbo Aqua, ecosistema artificiale fatto di sole donne che si replicano tramite clonazione, si rivela catena di beauty farm e metodo di vendita di prodotti di bellezza tramite sfruttamento canagliesco di dottrine orientali e con interessi molto simili a quelli della religione rappresentata dalla papessa Lodovica: potere e denaro o meglio, in questo caso, potere dal denaro.
Su questa scena si svolge il viaggio della sintobambola Noa, di Roy e di Jahu. La prima, bambola con un’anima, “speciale” per motivi ancora oscuri.
Il secondo, boyscout sprovveduto sul libro paga della chiesa di Lodovica.
Il terzo, Jahu, prototipo del bigotto e del perfetto fedele ipocrita, secondo la visione degli autori,
dedito alle scappatoie che la chiesa permette, come il sesso con le sintobambole, si rivela disilluso e ormai incapace di rifiutare ordini, anche aberranti, dal papato il quale lavora.
La miscela è piuttosto originale: presente l’affascinante tema dello scisma, le due papesse e l’ortodossia che scomunica quella più “innovatrice” prima che sia troppo tardi.
Il tema della “falsa religione”, facciata a coprire il nulla e la distanza da Dio o chi per lui.
La novità è la ferocia dimostrata dagli autori, che paiono talvolta intolleranti e incuranti delle opinioni altrui almeno quanto gli odiati bigotti.
I dialoghi sono ben scritti, arguti e taglienti con battute “pesanti” messe nei posti migliori per massimizzarne l’effetto.
Barbucci e Canepa sono tremendamente seri; non traspare alcuna ironia, neppure amara, dai dialoghi e le battute dei loro personaggi.
Questo fumetto, talvolta, sembrerebbe andare ben oltre al solito anticlericalismo e critica alla Chiesa in quanto facciata; sembra criticare in qualche modo i fondamenti della religione cattolica stessa.
Facendolo senza proporre, almeno non ancora, ragionamenti o riflessioni di sorta, rischiando spesso di cadere nell’insulto fine a se stesso.
Ottimo dal punto di vista tecnico, con efficace gestione delle inquadrature, il tratto tradisce assolutamente la scuola Disney Italia.
Innovativa e interessante l’iconografia, fortissimamente ispirata a quella cattolica, che si può tranquilamente definire shockante; oscena quella dedicata alla papessa Lodovica, parte carnale dell’ardita operazione di marketing che ha rischiato di generare uno scisma; erotica e non oscena quella dedicata alla, supposta, papessa spirituale Agape.
Skydoll è un buon fumetto, tecnicamente ottimo, che muove accuse pesanti, assolutamente impegnative per i due bravi autori; mi auguro che nel prosieguo la storia riesca a sostenerle senza scadere.