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The italian job: 1969 vs 2003

…questo vecchio film e il suo recentissimo remake sono, a modestissimo parere del sottoscritto, un palese esempio del degrado che Hollywood ha portato nei film d’azione. Soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi.
Entrambi sono film d’azione, centrati sulla figura di un capo piuttosto carismatico che schiatta nella primissima parte del film, per poi far spazio all’allievo prediletto (2003), al fidato compare (1969), che studieranno piani di rapine piuttosto improbabili.
Questo vecchio film e il suo recentissimo remake sono, a modestissimo parere del sottoscritto, un palese esempio del degrado che Hollywood ha portato nei film d’azione. Soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi.
Mentre nella prima versione il protagonista principale è un galeotto inglese appena uscito di prigione, con la classe e lo stile che conttraddistinguono il prototipo del ladro-gentiluomo, la seconda versione propone un cabina (1) votato alla political correctness (senza arrivare agli eccessi di “XXX”).
La trama nel primo caso è articolata, per questo genere di film, mentre nel secondo segue il vecchio schema: furto, tradimento del membro stronzo, vendetta del cabina. Inoltre il remake manca completamente degli sketch umoristici che sono invece presenti nella prima versione.
Basti pensare al fatto che il cast conta anche tra gli attori Benny Hill nei panni di un professore inglese, svitato e maiale che passa il tempo a tentare di palpare le chiappone di vecchie “abbondanti”…
Entrambi i film propongono comunque personaggi appartenenti a stereotipi piuttosto codificati, ma abbiamo delle profonde differenze: andando a controllare i coprotagonisti, troviamo che “l’alter ego” del Benny Hill nel secondo film è il prototipo del nerd! Pure pirla!
Assatanato di computer, è convinto che Napster sia suo e che gli sia stato rubato a scuola (astuto come una faina eh…) e, infine, è perfino incapace di guidare una moto che si compra coi frutti delle rapine… evidentemente un professore che viene preso a borsettate da una signora meridionale (dopo averle ripetutamente tastacciato gli abbondanti chiapponi) nel centro di Torino è molto meno gradito a…già, a chi? ai censori? al *OMISSIS* (2)? :PPPPP
Sempre sulla serie “censura del *OMISSIS*” il protagonista inglese ha una donna e trecento amanti castagne, mentre il cabina californiano si innamora perdutamente della figlia del suo “guru” morto per mano del traditore.
Geniale è l’idea di dipingere le malavite dei due paesi in maniera, diciamo, nazionalistica. Il capoccia inglese, mr Bridger (che dirige la sua rete dal carcere) all’inizio rifiuta (per mano del suo vice) l’operazione, essendo convinto che, data la cifra in ballo, la rapina debba essere
fatta ai danni della banca d’Inghilterra.

La Mafia dal canto suo tenta in tutti i modi di impedire la rapina, ai danni della FIAT, per
una questione di prestigio nazionale.
Inoltre, dato che la rapina è in contemporanea con un Italia-Inghilterra di calcio, è altresì geniale la scena in cui Mr.Bridger percorre una passerella al centro del carcere per andare a banchettare in onore del successo della rapina, attorniato da una folla di galeotti che urla:”ENGLAND! ENGLAND!”, come se fossero allo stadio…
Ci sono poi le scenografie che fanno da sfondo ai due film: il remake propone una Venezia che è più uno specchietto per le allodole che altro.
In Venezia infatti si svolge solo l’intro; la parte “importante” del film viene tutta girata in California, nella ormai abusata Beverly hills.
Niente a che vedere con le ambientazioni che propone il primo, a spasso tra Londra, Irlanda, Torino e la bellissima e panoramica strada del colle del San Bernardo.
Ovvio, che per uno che ha vissuto a torino circa 10 anni risulti affascinante vedere certi
posti com’erano 30 anni fa (il Palavela (3) nuovo! Ma già in riparazione sembra… :P), ma non penso di togliere niente a nessuno nel sostenere che anche la Torino di oggi possa essere meglio della solita West Coast.
Tecnicamente il secondo capitolo propone scene nei quali l’avanzata tecnica cinematografica e di SFX rende ovviamente ridicolo il confronto.
Da apprezzare comunque la tecnica usata per le riprese in macchina nella versione del 1969: nonostante l’età, questo film abbandona il classico “automobile ferma e strada filmata sullo sfondo” per portare le macchine da presa direttamente sull’auto.
L’unica nota stonata per un piemontese come me, è scoprire che nella versione in lingua originale del primo film tutti i guidatori di Torino nel 1969 avevano, a parere degli sceneggiatori inglesi, un fortissimo accento romano.
Nel traffico impazzito al posto di un “desciulte, tardoc!” partono dei “matepossino…” che un poco stonano visti all’ombra della mole!
Menzione particolare va fatta per la bellezza del parco macchine sfruttato dai registi di allora: Aston Martin, Jaguar Type E e ovviamente le immancabili Mini Cooper. Se penso agli ultimi hollywoodiani tipo XXX mi vien da vomitare!
La colonna sonora è all’altezza in entrambe le occasioni, ovviamente il remake propone pezzi molto più tarri mentre quello del 1969 usa canzoni decisamente più stilose.
Dalla recensione immagino traspaia chiaramente il mio punto di vista sui due film in questione. Si aggiunga a questo il fatto che ritengo che tanti produttori di film d’azione potrebbero curarsi di riguardare al passato per imparare a farne uno decente.
1969 - voto: 6.5
2003 - voto: 5
Note
(1) Cabina o cabinotto, nel gergo torinese, un ragazzo che si atteggia da fighetto. Molte firme addosso, pettinatura a caschetto sempre identica da persona a persona. Molto Prada, North sail, Puma da calcetto. Possibilmente orologio importante.
(2) Vi basti sapere che si tratta di un’associazione di genitori la cui componente maggiore è formata da cattolici bigotti, verso l’ultraortodosso.
(3) Il “Palazzo a vela” (di Annibale e Giorgio Rigotti, Franco Levi e Nicola Esquillan), facente parte del complesso costruito per l’esposizione “Italia ‘61″ in occasione del primo centenario dell’unità d’Italia.
The italian job di Peter Collinson - Inghilterra 1969 - Scritto da: Troy Kennedy Martin Cast: Michael Caine, Noel Coward, Benny Hill, Raf Valone, Tony Beckley, Rossano Brazzi, Maggie Blye Musica: Quincy Jones
The italian job di F. Gary Gray - Stati Uniti 2003 - Cast: Mark Wahlberg, Charlize Theron, Edward Norton, Seth Green, Jason Statham, Mos Def, Franky G., Donald Sutherland.