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SEGNALI DAL FUTURO
Segnali dal Futuro è l’ennesima visione apocalittica hollywoodiana riguardante il nostro pianeta. Con questa produzione si segue un filone che ormai già da tempo gioca a proporre i vari disastri possibili che segneranno la parola fine per la Terra.
Un misterioso messaggio in codice che, riaffiorando dal passato, profetizza oscuri eventi di morte che paiono tra loro concatenati e destinati a culminare in un accadimento dalla magnitudine planetaria. Unico a decodificare questa sequenza misteriosa e a tentare di trovarne una soluzione, oltre che una ragione, è un professore dell’ M.I.T. John Koestler: un uomo ossessionato dal trovare in tutto una risposta razionale, in bilico tra l’abbandonarsi alla teoria del caso o alla ferrea consequenzialità matematica, nonché segnato da un tragico passato.
Segnali dal Futuro (Knowing) è l’ennesima visione apocalittica hollywoodiana riguardante il nostro pianeta. Con questa produzione si segue un filone che ormai già da tempo gioca a proporre i vari disastri possibili che segneranno la parola fine per la Terra. Protagonista è il professore di astrofisica John Koestler (Nicolas Cage), segnato nello spirito dalla scomparsa della moglie, il quale riesce a decifrare un oscuro codice criptato caduto nelle mani del suo giovane figlio e che descrive oscuri presagi. Il protagonista si convince essere il mezzo necessario a deviare gli eventi ed impedire la distruzione della Terra ma si dovrà ben presto ricredere, accettando l’ineluttabilità degli accadimenti che sottolinea l’incapacità per il genere umano di poter far fronte ad ogni cosa minandone il senso di potere e rendendo per loro necessario l’affidarsi, in questi casi, a forze superiori, che nel film si presentano con una confluenza tra sacro e profano, impastando tra loro riferimenti alle sacre scritture ed alieni dalle morfologie angeliche.
La trama procede in maniera altalenante tra un tentativo di climax psicologico e spiritistico fino a scene di devastazione caratterizzate da un ottimo impatto visivo e renderizzazione di suoni, colori e climax. Una narrazione comunque lineare che va a scadere nella sua conclusione: non tanto per l’ovvietà del soggetto o l’intuizione di quello che può accadere da parte del pubblico, quanto per la materializzazione di un elemento (gli “alieni-angeli”) che risulta essere una scelta opinabile e dal gusto banalmente ovvio. Pare quasi che il lavoro voglia forzare verso un misticismo da ultimo secolo, a cui si sarebbe preferito una soluzione univoca di solo angeli o soli alieni, quant’anche pura e sola distruzione generalizzata.
Buona la scenografia, limitata a piccole aree ma sottolineate con impatto, così come le aree vittime di orribili incidenti arricchite da effetti grafici notevoli, ben definiti ed in alcuni casi dal carattere inaspettato. Benchè circoscritti a poche scene, gli effetti speciali sono stati utilizzati con sapienza così come la computer grafica, anche se se ne può avvisare un certo eccesso (comprensibile per via dell’dea che deve uscirne dalle scene in questione) che molto ricorda una qualsiasi esercitazione di lavoro grafico con Adobe Photoshop. In questa scenografia gli attori si muovono in sincrono, ben omogeneizzati ed adattati, osservati con inquadrature in movimento ma che mai perdono il soggetto e che evitano di scadere in una metodologia da camera a “8mm”. Le scene più movimentate risultano quindi nitide, con buoni effetti di luci e contrasti ed una fotografia dei fondali che lascia intuire un climax irriconoscibile fino al suo culmine e per questo d’effetto. Scelte che permettono al pubblico una visione continua ed appassionante, priva di sbalzi e stress, così come di disconnessioni nel susseguirsi delle scene, le quali rimangono incollate tra loro con un montaggio canonico ma ottimale. Musiche ed effetti son ben congeniati con le immagini, anche se la colonna sonora in sé non rimane rimarcabile, mentre i dialoghi si susseguono tra loro a volte in maniera incerta ma mantenendo sempre una certa coesione.
Non da evidenziare le prestazioni degli attori le quali rimangono sempre incollate a monolitiche interpretazioni, congeniali al film ma lievemente deludenti per la platea. Sorvolando,quindi, su alcune “debacle”e opinabili scelte di gusto, Segnali dal futuro rimane un lavoro di regia accettabile anche se è plausibile l’opinione che la sua realizzazione potesse mostrare molte più capacità.
Un film di Alex Proyas. Con Nicolas Cage, Rose Byrne, Chandler Canterbury, Lara Robinson, Ben Mendelsohn
USA, Gran Bretagna 2009
